Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
piccola pubblicità l ’ accesso diretto (via computer) ai mezzi di composizione. Così sarebbero stati tagliati fuori un intero stra to di tipografi (questo esperimento è già stato portato a termine in alcuni casi locali in Italia). Alla fine il padrone ha dovuto ri nunciare a questa strategia, optando per un processo di transi zione alla composzione computerizzata con riconoscimento del ruolo (pure ridotto) dei tipografi. Dopo undici mesi di lotta e più di L. 50 miliardi persi per vendite mancate, non è chiaro chi ha vinto o chi ha perso. Quello che è sicuro è che questa batta glia ri est qu ’ n début 1 *. Davanti all ’ offensiva padronale e al panico statale i sinda cati si sono mobilitati con efficienza ma con molta cautela. In seguito ad una risoluzione passata al Congresso generale del TUC del 1978, un gruppo di studio ha preparato un rapporto dettagliato sulla questione della «nuova tecnologia e livelli oc cupazionali». Il rapporto fu presentato ad un congresso speciale nella primavera di questo anno, poi approvato al congresso generale dell ’ estate 24 5 . In sostanza la strategia del TUC è semplice: si accetta in pieno l ’ arrivo del microprocessore mentre si cerca di spostare l ’ equilibrio fra benefici e costi sociali a favore della classe lavo ratrice. Ciò significa in pratica: 1) respingere la ristrutturazione selvaggia con puri obiettivi di sbarazzarsi di manodopera «ec cessiva»; 2) cercare di concordare con il governo, o imporre, una strategia del mantenimento della domanda economica glo bale; 3) spingere le industrie a cercare nuovi mercati e a creare nuovi prodotti; 4) coordinare l ’ intervento statale a favore dei nuovi processi e a favore dei settori della classe operaia più di rettamente colpiti dalle innovazioni 26 . Il TUC ha imposto una campagna essenzialmente difensiva: sa di non aver scelto que sto terreno di battaglia, né il momento del confronto. Si sente chiaramente vulnerabile a livello strategico dove si discute del problema tormentoso della produttività: il rapporto fra au mento della produttività e la crescita degli ultimi trent ’ anni è vi sto dal TUC come il prodotto di una situazione storica, non co me il risultato della logica capitalistica come vorrebbe l ’ ideolo gia padronale. Tuttavia il TUC è chiaramente preoccupato dal la situazione, soprattutto per il futuro dell ’ occupazione. Con una recessione alle porte e un aumento della forza-lavoro di 1 milione fra il 1976 e il 1982, non c ’ è da stupirsene. È general mente riconosciuto che se la crescita economica resta assestata sul 2% p.a., o se la produttività non aumenta nei settori tradi zionali, si rischia di vedere da tre a quattro milioni di persone senza lavoro alla fine degli anni ottanta. D ’ altra parte un au mento della produttività nei settori tradizionali avrebbe lo stes so effetto (come abbiamo già visto nel caso della Germania): la soluzione non può non essere la creazione di nuovi prodotti e servizi a livello di assoluta avanguardia basati sulla nuova tec nica. Il governo laburista si era già mosso in questa direzione,
24 «Thè Guardian Weekly», 11.11.79. 25 «Employment and Technology», TUC Interim Report, London 1979. 26 Ibid. , pp. 29, 47-48.
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