Problemi della transizione 1980

Politiche economiche regionali

tazione per la localizzazione delle «attività mobili», quali sono molte branche dell ’ industria manifatturiera e alcuni servizi; de ve commerciare nei settori dei prodotti agricoli, dell ’ energia e delle materie prime; è poi partecipe dei meccanismi fiscali, sia no essi nazionali o comunitari, che trasferiscono fondi a suo vantaggio o a sue spese. Infine, molte politiche e attività del set tore pubblico sono forzatamente soggette al controllo anche parziale delle autorità nazionali o della Comunità. Tutti questi sono aspetti di ciò che si può definire una ne cessaria interdipendenza economica per la quale le opportunità di sviluppo regionale sono strettamente determinate da politi che e strategie a loro volta decise ai livelli nazionale e comuni tario. Tali politiche e strategie debbono essere studiate con l ’ in tento di valutare in che misura esse sono in grado di soddisfare i diversi bisogni delle differenti regioni nella Comunità. Una re gione, ad esempio, presterà particolare attenzione agli effetti: a) dello sviluppo delle attività mobili e dei servizi nella re gione stessa; b) dello sviluppo della sua agricoltura; c) dei suoi incassi o pagamenti netti tramite il meccanismo dei trasferimenti fiscali. Nel precedente articolo sopra richiamato sono stati propo sti tre gruppi di criteri economici al fine di valutare le politiche nella Comunità: 1 — a livello comunitario, tali politiche devono allentare i vincoli, derivanti dalla bilancia dei pagamenti «comunitaria», allo sviluppo della Comunità nel suo insieme; 2 — a livello nazionale, esse devono agevolare ciascun paese nel compito di mantenere il controllo della bilancia dei pagamenti quando esso espande il prodotto interno lordo (PIL) al tasso di crescita desiderato; 3 — a livello regionale, esse devono realizzare una distri buzione dell ’ occupazione che elimini la necessità di emigrazio ne involontaria e una distribuzione della crescita della produtti vità che riduca le differenze nei livelli di vita. Lo stesso articolo perveniva alla conclusione che le politi che oggi in vigore non soddisfano nessuno dei criteri sopra enunciati. Segnatamente, esse non garantiscono la crescita a li vello nazionale, mentre, su scala regionale, il Mercato comune limita le operazioni dei governi locali e nazionali per redistri buire lo sviluppo industriale a favore delle regioni deboli, e la politica agricola comunitaria rinforza le disparità in agricoltu ra. In modo molto sommario l ’ articolo proponeva delle politi che alternative. Il loro esame viene ora ripreso nei paragrafi successivi che contengono anche specifiche proposte per nuove politiche a ciscun livello.

I criteri per la valutazio ne delle politiche econo miche nella Comunità

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