Problemi della transizione 1980

Per quale agricoltura

ostacola ogni avanzamento in questa direzione? A me pare, in vece, che le sinistre, soprattutto nel Mezzogiorno, abbiano per so in questo senso una grande occasione impegnandosi in ma niera insufficiente a forzare l ’ istituzione regionale verso la crea zione di una organizzazione per il governo dell ’ economia e del la società vicina alla gente, capace di mobilitare i soggetti socia li e le competenze anche per cambiamenti circoscritti. Si pensi allo stato di abbandono totale delle Comunità montane nel Mezzogiorno, alla mancanza di qualsiasi strumento organizza tivo per i piani zonali, per i piani aziendali; per un tecnico ad detto ai problemi del territorio in una regione meridionale ve ne sono più di 100 in una regione come l ’ Emilia. Tutti sanno di chi è la responsabilità principale al riguardo, ma è indubbio che abbia pesato in ciò un atteggiamento forse poco attento ai pro blemi del governo ed agli obiettivi della trasformazione, e so stanziale disinteresse per i termini concreti della questione agraria dentro la questione meridionale. Oggi è tanto più urgente e necessario misurarsi con questi problemi in quanto in questi anni l ’ agricoltura, soprattutto quella meridionale, è divenuta un luogo importante per la rea lizzazione di una delle più grosse «novità» della politica econo mica recente: la spesa assistenziale. Un intervento, cioè, che più che a modificare le condizioni stutturali e sociali, è servito a frenare il precipitare della situazione verso livelli insostenibili. È vano a questo riguardo proclamare la necessità, in alternati va, della programmazione e della partecipazione più larga, se non si affronta il nodo centrale di come attrezzarsi per l ’ una e di come creare le condizioni per l ’ altra: ed è qui che possono giocare un grande ruolo le forze intellettuali da mobilitare in torno ad un progetto di trasformazione che, sulla base di una analisi corretta su come e cosa sta cambiando in una fetta così importante dell ’ economia e della società, sappia inserirla come una delle componenti della trasformazione stessa. 4 — Dato il sempre maggiore grado di interdipendenza delle economie, bisogna evidentemente aspettarsi in prospetti va — ma i segni già oggi sono ben evidenti — un ’ influenza sem pre più intensa delle vicende internazionali anche sull ’ agricoltu ra nazionale. I problemi a questo riguardo sono di diverso ordi ne, ma tutti tendono ad un accrescimento delle tensioni e delle difficoltà interne, tanto maggiori quanto più le variabili che si introducono con la nuova situazione sono di difficile controllo su scala nazionale. E, d ’ altra parte, non sembra che nell ’ ambito delle forze di sinistra — anche solo in quelle europee — sia in dividuabile una omogeneità di posizioni e di interessi. Anzi, forse bisogna riconoscere che l ’ affievolimento della riflessione sui temi della questione agraria riguarda il complesso dell ’ area della socialdemocrazia e del socialismo europeo, che pure si erano misurate con grande impegno all ’ inizio del secolo su que sti stessi temi 21 . Se si vuole, l ’ unico tentativo con una sua logica organica 22 , anche se al di fuori di qualunque ottica di classe e

21 H.G. L ehmann , Il contributo sulla questione agraria nella socialdemocrazia tedesca e internazionale, Milano 1977. 22 Segretariato Generale della Commissio ne CEE, Memorandum sulla riforma del l ’ agricoltura nella Comunità Europea, 1969.

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