Problemi della transizione 1980
Letteratura sull ’ urbanistica
urbano e quindi l ’ urbanistica e la forma dello sviluppo. La rilevanza dell ’ aspetto politico e dell ’ auto rità è confermata dall ’ abbondante letteratura dedicata agli aspetti istituzionali del governo del territorio e dal dibattito, che, anche se non apertamente manifestato, si rivela tutt ’ altro che concluso: al ritardo quasi trentennale con cui lo Stato ha delegato i poteri urbanistici alle Regioni, corrisponde l ’ inadempienza verso l ’ istituzione dell ’ ente intermedio di governo (provincia o comprensori). Balbo e Pellegrini si sono posti l ’ obiettivo di fornire un primo bilancio dell ’ attività regiona le (M. B albo , L. P ellegrini , L ’ organizzazio ne del territorio tra piano e interventi. Il caso dell ’ Emilia-Romagna, della Lombardia e del Veneto, Milano 1979). Tenuto conto del tipo di sviluppo e del contesto politico, sociale ed economico sono state prescelte per l ’ analisi le tre regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Ve neto. Lo studio affronta sistematicamente l ’ as setto istituzionale, la politica, gli orientamenti di bilancio e di programmazione per i diversi settori: produzione, servizi, agricoltura, urba nistica (intesa nel significato riduttivo dei piani regolatori generali e dei centri storici), edilizia pubblica, trasporti, viabilità e opere portuali, difesa ambientale. L ’ analisi è basata sulla documentazione pubblicata dalle Regioni e non sulle realtà del le azioni regionali, ma è sufficiente per indivi duare due modelli di comportamento: quello della Regione-Stato, che si prefigge il compito di intervenire attivamente attraverso un dise gno generale di programmazione economica e pianificazione territoriale (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria) e quello della Regione-Am ministrativa, in cui si tende al mantenimento dello stato di fatto, alla riduzione della distri buzione delle risorse, puntando al massimo consenso nel rispetto delle molteplici richieste e pressioni (Lombardia, Piemonte, Lazio, Ve neto). Strettamente connessa al funzionamento re gionale è la questione degli enti intermedi, per la quale si rimanda alla raccolta di saggi curata da Balbo (B albo [a cura di], Comprensori, ristrutturazione istituzionale e territorio, Mi lano 1978). La contrapposizione tra compren di
Molto simile alla filosofia degli studiosi le gati a questa rivista è l ’ indagine demografica di Filangieri sullo sviluppo dell ’ organizzazione territoriale meridionale negli ultimi due secoli, con qualche riferimento a Medioevo e Rinasci mento (A. F ilangieri , Territorio e popolazio ne nell ’ Italia meridionale, Milano 1980). Alle indagini storiche sulle trasformazioni territoriali, si affianca una ricerca con respiro europeo sull ’ insegnamento e sulla formazione professionale dell ’ urbanista in Gran Bretagna (D. C alabi , Il «male» città: diagnosi e terapia. Didattica e Istituzioni nell ’ urbanistica inglese del primo ’ 900, Roma 1979). Questo lavoro, troppo breve e nello stesso tempo poco sinteti co, rientra nell ’ insieme di ricerche che si stan no conducendo presso l ’ istituto di Urbanistica e di Architettura di Venezia (IUAV) sulle ori gini dell ’ urbanistica moderna tra Ottocento e Novecento e dimostra quanta ricerca e quanta mole di informazioni sia ancora da vagliare per tracciare un panorama storico esauriente. Lo sforzo di ricostruire la storia di un caso concreto è offerto dall ’ istituto Milanese per la Storia della Resistenza che ha promosso un ’ ampia indagine sullo sviluppo sociale, e quindi anche urbano (G. B onvini , A. S cal pelli [a cura di], Milano fra guerra e dopo guerra, Bari 1979). Se da una parte non si può fare a meno di paragonarlo al metodo che Marcel Poète aveva tracciato per descrivere la «vita di una città», d ’ altra parte è opportuno osservare quanto questa raccolta sia più utile di tutto l ’ insieme di dati raccolti da Dalmasso, senza che dalla mole di informazioni si giun gesse a una sintesi, poi ricercata attraverso luoghi comuni e ingenue indicazioni urbanisti che 2 . La raccolta degli studi promossi dall ’ istituto milanese affronta gli aspetti economici e politi ci durante la resistenza e la ricostruzione del dopoguerra; i problemi della riforma agraria nel milanese; l ’ ordinamento degli enti locali e i rapporti con le altre istituzioni e la cultura; la pianificazione e la ricostruzione. Proprio dal carattere dell ’ istituto promotore discende una trattazione molto particolareggiata, che ri schia, è vero, il pericolo della cronaca, ma che tuttavia riesce a far luce su alcuni elementi fon damentali per capire i meccanismi del governo
2 M. P oète , Urte vie de cité: Paris de sa naissance a nos jours, Paris 1924-1931, 4 voli.; E. D almasso , Milano capitale eco nomica d ’ Italia, Milano 1972.
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