Problemi della transizione 1980
Letteratura sull ’ urbanistica
B uchanan , R.C. E stall , La localizzazione industriale. Un ’ analisi dei fattori che condizio nano la localizzazione geografica dell ’ attività produttiva nell ’ industria manifatturiera, Mila no 1979), oppure si ripropone semplicemente una rassegna delle teorie classiche senza verifi che empiriche (F. P reto , Economia della lo calizzazione. Teoria dell ’ unità produttiva e della localizzazione territoriale, Milano 1979). In questo concetto si distinguono un libro sullo sviluppo del settore industriale (G. G a rofalo [a cura di], Ristrutturazione industria le e territorio, Milano 1979) e un altro sul l ’ agricoltura (J. L ambert , L ’ affare agricolo. La verità sull ’ Europa verde, Milano 1979). Nel primo, curato da Garofalo, vi è un sag gio introduttivo di inquadramento generale del decentramento e della ristrutturazione in dustriale seguito da indagini su aree a sviluppo periferico o marginale (Mezzogiorno, provin ce di Udine, Treviso, Verona, Pavia, Cala bria). In esso però sembrano prevalere troppi cri teri d ’ indagine basati sulla logica aziendale, sul mercato del lavoro, sulle infrastrutture senza analizzare più compiutamente la funzione che la rendita fondiaria e quindi i piani urbanistici hanno avuto nel processo di sviluppo capitali stico e industriale. Ad essi infatti sono dedicate poche righe. Nel secondo, Lambert effettua il primo ten tativo di inquadramento della questione agri cola europea, mettendo in evidenza i meccani smi politici, gli interessi economici, le aree e le forze dominanti e quelle dominate. Anche in questo caso l ’ aspetto della pianificazione terri toriale non è esplicitato, ma indirettamente gli urbanisti possono ricavare molti spunti di ri flessione per la costruzione di un ’ urbanistica democratica. Una panoramica dell ’ organizzazione territo riale e sulla sua pianificazione non potrebbe dirsi completa se non si affrontasse un altro aspetto fondamentale, e solitamente poco se guito, relativo ai compiti dello Stato per at trezzare il territorio e favorirne l ’ uso. A questo scopo è fondamentale il volume curato da Fo lin (M. F olin [a cura di], Opere pubbliche, la vori pubblici, capitale fisso sociale, «Archivio di Studi Urbani e Regionali», a. X, n. 5, 1978, pp. 7-281). In esso le opere pubbliche e i lavori pubblici sono studiati sia teoricamente per far capire storicamente la funzione dello Stato nell ’ organizzazione territoriale e per approfon dire problematicamente le categorie d ’ analisi,
abitativo. Dalla previsione della domanda alla programmazione dell"off erta, Roma 1979). Sulla casa come servizio si è scritto molto in questi ultimi dieci anni, incrementando note volmente il rischio di un ’ interpretazione ridut tiva della tematica, mentre sarebbe necessario ribadire il legame tra il settore «casa» e la real tà economica e produttiva generale. Così piut tosto che la presentazione della politica della casa perseguita dal partito socialista, che risul ta troppo fine a sé stessa (S. A morosino [a cu ra di], Governo del territorio, politica della ca sa e industria delle costruzioni, Venezia 1978), è molto più significativa la sintetica pubblicazione del Centro Ricerche e Studi Sin dacali di Bologna (CRESS), in cui sono affron tati i rapporti di produzione nel sistema edili zio, la struttura del regime immobiliare, il re cupero e il riequilibrio territoriale (G. C ampos V enuti , B. G abrielli , O. P iacentini , G. R icco , Ciclo edilizio e assetto del territorio, Venezia 1979). Un caso a parte è rappresentato dalla rac colta di saggi estratti dai due volumi editi dallo Housing Workshop della Conference of Socia- list Economists tra il 1975 e il 1976, la cui chiarezza facilita la comprensione del caso in glese e, grazie all ’ introduzione di Marino Fo- lin, permette alcune osservazioni più generali (M. F olin [a cura di], Tecniche e politiche del problema della casa in Europa. La Gran Breta gna, Venezia 1979). I settori produttivi, direzionali e di servizio risultano, come sempre, meno indagati, dimo strando così sia la debolezza della pianificazio ne, sia il minor impegno teorico della cultura. In mancanza di tutte le più elementari cono scenze, lo sviluppo territoriale procede in fun zione delle pressioni di alcuni gruppi di potere. L ’ Istituto Regionale di Ricerca della Lombar dia (IRER) ha cercato di ovviare a questo, pre disponendo tra l ’ altro una indagine sui settori produttivi, sul territorio e sugli aspetti sociali: di questi temi sono stati affrontati solo alcuni settori industriali e terziari per giungere ad in dicazioni generalizzanti che non possono che lasciar perplessi. Si tratterebbe infatti di scelte di priorità di investimento nei settori del cosid detto terziario avanzato (IRER, Competitività dell ’ industria lombarda, Milano l s 978; I d ., Il terziario avanzato in Lombardia, Milano 1978; I d ., Alcune indicazioni sulle recenti ten denze dell ’ economia lombarda, Milano 1979). In altri saggi si cerca di rivedere le teorie classiche sulla localizzazione industriale tra af fermazioni dubbie e vaghe conclusioni (R.O.
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