Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
sia nella pratica con gli esempi di alcune realtà particolari con riferimento ai progetti speciali della Cassa per il Mezzogiorno, agli investi menti italiani ed europei, ai rapporti con lo sviluppo economico generale. Dai saggi rac colti emergono diverse posizioni che più o me no possono essere ricondotte alle indicazioni con cui Folin conclude: è necessario affrontare e approfondire la definizione delle «condizioni generali» che regolano l ’ organizzazione terri toriale; si deve operare una netta distinzione tra contabilità aziendale e contabilità sociale; non si può più sostenere la logica dell ’ investi mento singolo, ma si devono assumere come punto di partenza dell ’ analisi i processi di or ganizzazione del territorio, fino a rivedere pro fondamente tutti i processi di pianificazione. Per concludere restano almeno due conside razioni che riguardano in generale tutta la pro duzione editoriale. In primo luogo l ’ urbanistica non può essere studiata, analizzata e criticata se non nel con creto dei progetti e delle loro attuazioni; lo studio delle relazioni generali introduttive ai piani e delle formulazioni programmatiche de gli obiettivi è quanto mai discutibile, anche se Il marxismo come sistema e la teoria della rivoluzione nell ’ ultimo Engels Note in margine alla IV settimana
talvolta si può giungere a valutazioni corrette. Tuttavia la maggior parte delle pubblicazioni, e non solo quelle più recenti di cui si tratta, af frontano quasi unicamente aspetti teorici e metodologici. In secondo luogo si va sempre più diffon dendo la forma del libro costruito come anto logia. Per essere più precisi si possono distin guere a grandi linee tre categorie: a) raccolte antologiche in senso meramente scolastico, cioè raccolte di brani d ’ autore; b) raccolte an tologiche di testi difficilmente reperibili; c) raccolte di saggi più o meno coordinati, scritti appositamente attorno ad uno stesso tema. Nei casi migliori emerge comunque la diffi coltà, quasi mai risolta, dell ’ omogeneità degli studi e delle impostazioni. La ricostruzione de gli obiettivi reali perseguiti dal curatore tende a diventare indecifrabile: più. che a libri, in cui le tesi sono compiutamente dimostrate, ci si trova di fronte a riviste, a tavole rotonde, co struite più con il criterio dell ’ informazione, che dell ’ esplicitazione di una filosofia, fino a far sospettare che si tratti addirittura di opera zioni di mimesi politica. operaio europeo. Con maggiore insistenza si è avvertito il bi sogno di rinnovare il patrimonio ideologico, di fornire una fondazione alla strategia politica e di rendere la teoria adeguata a problemi nuovi o anche di confrontarsi con i mutamenti inter venuti negli orientamenti culturali, Engels e in particolare l ’ Antiduhring diventavano nodi problematici oppure punto di riferimento per la discussione teorica e politica. Bernstein lo definiva come «libro didascalico del sociali smo» in cui «per la prima volta in un ’ esposi zione connessa, intellegibile in tutte le sue par ti venivano chiariti i principi teorici del moder no socialismo scientifico con esempi tratti da tutti i rami della scienza passati in rassegna» 1 . Kautsky, nel pieno della polemica revisionista, indicava nc\V Antiduhring le fondamenta filo sofiche del programma della socialdemocra
di studi marxisti di Maurizio Viroli
All ’ interpretazione di Engels si sono tradi zionalmente affiancate esigenze di difesa o di critica ideologica e di lotta politica particolar mente accentuate che hanno avuto come pro- tagoniste le diverse tendenze del movimento
1 E. B ernstein , Introduzione a F. Engels, il socialismo scientifico contro E. Duhring, Milano-Palermo 1901.
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