Problemi della transizione 1980

Il marxismo di Engels

zia 2 ed Enrico Ferri presentava la prima tradu zione italiana sottolineando che grazie a que sto lavoro di Engels il marxismo poteva essere legittimamente interpretato come applicazione ad un campo particolare della legge generale dell ’ evoluzione 3 . La funzione dell ’ Aw^Jw^nwg, soprattutto nel periodo aureo della socialdemocrazia tede sca, come testo in cui il socialismo esibiva la propria filosofia, i principi generali di una teo ria della conoscenza, i caratteri della propria scientificità in contrapposizione con altre teo rie socialiste e in cui insieme venivano delinea te le linee di fondo dell ’ immagine del movi mento socialista, della sua strategia politica e della sua prospettiva storica, va tenuta presen te per comprendere alcune delle motivazioni degli sviluppi della discussione su Engels. Se da Engels vennero ricavati alcuni dei ca ratteri essenziali dell ’ apparato ideologico del «socialismo scientifico», anche attraverso pro cedimenti di traduzione e integrazione, in mo do assai differenziato nelle diverse situazioni nazionali, su Engels la discussione tornò a concentrarsi quando, già alla fine del secolo, di fronte alla nuova situazione storica e politi ca, ai nuovi compiti del movimento operaio, la nozione di «socialismo scientifico» intesa co me modello concettuale che instaura un rap porto univoco tra teoria e politica, fra scienza e fini, fra liberazione di una classe e liberazio ne universale, apparve inadeguata. Venne considerata criticamente la connessione fra una scienza che esibisce le leggi di funziona mento della società, la direzione necessaria del suo sviluppo e una prassi diretta verso l ’ unico fine generale ritenuto razionale in quanto la scienza ha determinato essere quello il punto verso cui le cose stesse vanno. Da più parti, con diverse motivazioni, venne respinta la coincidenza fra discorso sul dover essere e di scorso su ciò che, necessariamente, diviene; l ’ idea, insomma, di una scienza che determina il senso dell ’ agire finalistico degli uomini pro pria del modello generale del «socialismo scientifico». E con essa la concezione della ra zionalità dell ’ azione politica del socialismo in quanto fondata sulla previsione scientifica del la direzione del processo storico. Anche l ’ iden tificazione fra liberazione della classe operaia e

liberazione dell ’ intera umanità, vista come processo oggettivo, venne riproblematizzata e con essa l ’ idea del socialismo come consapevo lezza teorica, riflesso intellettuale di questo processo, il cui compito consiste nello studiar ne le condizioni e la natura, essere coscienza soggettiva del fine generale, coincidenza im mediata di scienza e coscienza di classe. Su questi problemi, richiamati ovviamente in maniera semplificata, si incentrano gran parte dei richiami a Engels, a volte episodici, a volte di ampio respiro, nel periodo compreso fra la fine del XIX secolo e la prima guerra mondiale; con Engels si confrontava chi, come ad esempio Mondolfo, guardava ad una fon dazione filosofica del socialismo capace di su perare i limiti delle concezioni deterministiche prevalse negli anni di maggior fortuna del po sitivismo, incentrata sulla categoria della filo sofia della prassi e in grado di legittimare la prospettiva etica, universalistica del sociali smo 4 . In questo stesso periodo, in contrapposizio ne all ’ utilizzazione di Engels, soprattutto della nota prefazione del 1895 alle Lotte di classe in Francia, a sostegno della strategia parlamenta re e pacifica della maggioranza della socialde mocrazia tedesca e del revisionismo, sugli scritti engelsiani si soffermò la polemica su ri forme e rivoluzione e sul rapporto fra lotta economica e lotta politica 5 . Non casualmente nello stesso anno in cui I. Bonomi ne Le vie nuove del socialismo (1904) attingeva da En gels per sostenere le linee di fondo del riformi smo, seguendo le indicazioni di Turati e di Bernstein, Arturo Labriola in Riforme e rivo luzione poneva sotto accusa proprio la prefa zione del 1895. Sono d ’ altra parte note le vi cende dell ’ «antiengelsismo» nel marxismo oc cidentale, da Luckacs di Storia e coscienza di classe a Korsch {Marxismo e filosofia, 1923), ai passi dei Quaderni in cui Gramsci osserva, fra l ’ altro, che «l ’ origine di molti degli spropo siti contenuti nel Saggio è da ricercarsi nell ’ An- tiduhring e nel tentativo, troppo esteriore e formale, di elaborare un sistema di concetti in torno al nucleo originario della filosofia della praxis che soddisfacesse il bisogno scolastico di compiutezza». Accanto alle critiche nel quadro della pole

5 Su questi problemi si veda E. S antarel li , La revisione del marxismo in Italia, Mi lano 1977.

2 K. K autsky , Le marxisme et son critique Bernstein, Paris 1900, p. 27; vedi anche G. P lechanov , Essai sur l ’ histoire du mate- rialisme, Paris 1957, p. 13. 3 E. F erri , Prefazione a F. Engels, op. cit. 4 R. M ondolfo , Il materialismo storico in Federico Engels, Genova 1912.

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