Problemi della transizione 1980

Il marxismo di Engels

già dimostrato, nella esistenza di questa lacu na». Soddisfare le esigenze ideologiche e politi che, e anche le domande di legittimazione 10 verso cui Kautsky, in particolare, si rivelava sensibile, ma che erano condivise più in gene rale da una generazione di intellettuali sociali sti provenienti dal positivismo e dal darwini smo, non poteva però non comportare trasfor mazioni e integrazioni dell ’ impianto concet tuale del pensiero di Marx. L ’ esigenza cui l ’ Antiduhring rispondeva, e in questo è da ricercare una delle principali ragio ni della sua fortuna negli ultimi decenni del- l ’ Ottocento, era quella domanda di sistema e di «scientificità» comune a una generazione di intellettuali socialisti che si traduceva nella ri chiesta di disporre non solo della politica del socialismo e della critica marxiana dell ’ econo mia politica, ma anche di un loro inserimento coerente in una concezione generale del mon do capace di abbracciare unitariamente natura e storia. Anche fuori dall ’ ambiente tedesco VAnti- diihring venne accolto, pur se, è il caso di La briola, non mancarono interpretazioni diver se, come coronamento filosofico della dottrina specificamente economica e politica del socia lismo, come una fondazione di questa sulla più generale teoria evoluzionistica del mondo or ganico e umano. Con l ’ Antiduhring il marxismo si presenta come dottrina dotata della medesima univer salità e sistematicità delle costruzioni teoriche tradizionali e soprattutto l ’ estratto L'evoluzio ne del socialismo dall'utopia alla scienza con tribuì alla diffusione e all ’ affermazione della ideologia del socialismo scientifico in larghe zone del movimento operaio e europeo 11 . Più in generale l ’ affermazione del marxismo come sistema riflette e sollecita la tendenza del movi mento operaio al distacco da altri orientamen ti culturali e politici, democratici o riformisti, in una fase che vede il movimento impegnato soprattutto nella difesa del proprio spazio di esistenza, ancora incapace di passare all ’ inizia tiva politica, di determinare trasformazioni profonde, sostanzialmente isolato all ’ interno della società. Se il marxismo in Germania, at traverso Engels e poi attraverso Kautsky,

Bernstein, Bebel, Mehring, giunse a sostituirsi, mai però completamente, alle altre ideologie socialiste lo si dovette anche — è stato sottoli neato — alla scarsa consistenza delle forze po litiche radicali e democratiche, all ’ estinguersi, con le leggi anti-socialiste, della possibilità di guardare con fiducia ad un ’ azione riformista dello Stato, alla situazione infine di depressio ne economica in cui l ’ esito pressoché general mente negativo delle lotte sindacali aumentava nei lavoratori la disponibilità a recepire la tesi della necessità naturale del crollo del capitali smo. Come era stata «la logica dei fatti», per usa re un ’ espressione di Kautsky, a «fare entrare nella testa della gente un po ’ di marxismo», erano poi gli stessi fatti, il clima culturale posi tivista e i bisogni ideologici e politici a contri buire a quelle trasformazioni cui la teoria mar xiana andò incontro proprio quando si diffon deva e contribuiva, in forme contraddittorie, alla formazione di una coscienza socialista e ai processi di emancipazione delle masse lavora trici europee. Con Engels il marxismo si avvia alla graduale disaccentuazione e alla perdita di alcuni elementi centrali dell ’ impianto concet tuale di Marx. Da Marx all ’ ultimo Engels la teoria subisce un ’ accentuazione deterministica e economicistica; viene a mancare, come si leg ge nello scritto di Lelio Basso, «la dialettica della disumanizzazione e riumanizzazione quale effetto proprio della società capitalisti ca» e la prospettiva del socialismo tende a ri dursi, dalla liberazione dell ’ umanità da ogni forma di alienazione, alla presa del potere e al la socializzazione dei mezzi di produzione. Ri prendendo temi cari alla critica al fatalismo del marxismo della Seconda Internazionale, si è osservato che già con Engels tendono ad an nullarsi tanto la distinzione fra natura e storia quanto il carattere tendenziale delle leggi eco nomiche e alla concezione della storia come unità di soggetto e oggetto realizzata dalla prassi, si sostituisce un «materialismo volgare secondo cui il pensiero è soltanto il riflesso del le cose reali nel nostro cervello». Anche se si è riconosciuto che, con tutta probabilità, solo attraverso questa trasforma zione, o deformazione, il marxismo divenne «recepibile per una generazione che era total 177

10 F. A ndreucci , La diffusione e la volga rizzazione del marxismo, in AA.VV Sto ria del marxismo, voi. II cit. 11 H obsbawn , La diffusione del marxi smo (1890-1905), «Studi Storici», a. VX, n. II aprile-giugno, 1974.

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