Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

renti nel marxismo della Seconda Internazio nale e anche sulla sua interna ambiguità, sulla coesistenza in essa di diverse esigenze mai pie namente risolte in una elaborazione coerente, è stata del resto richiamata da più parti l ’ atten zione. La sicurezza circa l ’ inevitabilità della crisi del capitalismo e la convinzione che nes suna inziativa delle classi dominanti avrebbe potuto scongiurarla portava Engels, come è stato messo in rilievo, a formulare giudizi che influenzarono la nascita di quel particolare in treccio di fatalismo e pathos radicale, fatto proprio principalmente da Kautsky e da Bebel, che caratterizzò profondamente la fisionomia ideologica e politica della socialdemocrazia te desca. D ’ altra parte la «rivoluzionaria strategia parlamentare» (Steinberg) è altra cosa sia ri spetto all ’ interpretazione datane dalla Direzio ne del partito, sia nei confronti della lettura re visionista in cui è proprio il problema della ri voluzione, della conquista del potere politico ad essere fortemente disaccentuato. E se si guarda all ’ origine del revisionismo di Bern- stein e all ’ influenza che su di esso ebbero alcu ne prese di posizione di Engels, ad esempio contro la teoria deH ’ immiserimento o contro le versioni schematiche ed economicistiche del marxismo, documentate dalle note lettere sul la concezione materialistica della storia, diven ta problematica una lettura che tenda a farne il predecessore diretto dell ’ ortodossia. A differenza della maggior parte dei teorici del crollo, lo ha messo in evidenza Stedman Jones, Engels vedeva nello sviluppo della lotta di classe una parte integrante del processo di crisi del capitalismo e I. Fetscher ha scritto che per Engels «resta ben chiaro sullo sfondo l ’ in teresse per l ’ emancipazione della classe ope raia, mentre per Kautsky e per tutti gli altri teorici della Seconda Internazionale, si tratta in ultima analisi di liberare anzitutto le forze produttive (la tecnica industriale) dai vincoli dei rapporti di produzione capitalistici, non di liberare i produttori associati» 16 . Più in generale, credo si debba mettere in ri lievo che nei contributi dell ’ ultimo Engels emerge la convinzione del carattere sempre meno improvviso (crollo) e meno oggettivo della rivoluzione; vi è una più accentuata per

cezione del suo carattere di processo, e di pro cesso che deve essere costruito, incentrato sul la soggettività delle grandi masse, che è pro prio della lotta per il socialismo nella società contemporanea. Rispetto a questo insieme di problemi appaiono logore alcune categorie in terpretative tradizionali e si rende necessario l ’ approfondimento di alcuni aspetti teorici del marxismo di Engels. In particolare, la rico struzione della fisionomia unitaria, teorica e politica, dell ’ ultimo Engels riceve chiarifica zioni importanti se si guarda alla specifica con cezione della sistematicità che qui è operante, che si collega (è stato sottolineato da V. Gerra- tana) alla consapevolezza della rivedibilità, del carattere provvisorio, non assoluto delle co struzioni teoriche e delle scelte strategiche e che non esclude lo sviluppo e la verifica critica. Né è senza importanza, per una compren sione adeguata della concezióne del processo rivoluzionario, della sua prevedibilità, così co me del rapporto fra soggettività e oggettività, fra mutamento parziale e mutamento «genera le», fra modelli specifici e teoria generale, te nere presente che per Engels le leggi economi che indicano tendenze e hanno validità solo approssimativa, mentre si riconosce che fra concetti scientifici e realtà empirica vi è una corrispondenza solo parziale. All ’ affermazione di C. Hirsh: «ogni volta sovrapproduzione, crisi», Engels rispondeva, in una lettera del 1895: «può, ha la tendenza; la realizzazione non è affatto necessaria» 17 . E in una nota lettera a C. Schmidt scriveva che le leggi economiche «non hanno tutte altra realtà che nell ’ approssimazione, nella tendenza, nel la media, ma non nella realtà immediata. Ciò dipende in parte dal fatto che la loro azione si incrocia con l ’ azione contemporanea di altre leggi, in parte però anche dalla loro natura di concetti» 18 . Di qui l ’ insistenza sulle leggi interne ai pro cessi di trasformazione sociale, sulla loro og gettività, sulle determinazioni generali della società borghese e della direzione del suo svi luppo; ma, contemporaneamente, il richiamo alla non riducibilità della realtà alle leggi e ai concetti generali, alle divergenze rispetto a questi, al ruolo dell ’ azione collettiva e insieme l ’ apertura verso l ’ empiria, il particolare e l ’ in

18 Engels a C. Schmidt, 12.3.1895, ivi,

16 F etscher , Bernstein e la sfida all ’ orto- dossia, in Storia del marxismo cit., voi. II, pp. 245-246. 17 Engels a C. Hirsh, 19.3.1895, in M arx -E ngels , Opere Complete cit., voi. L, p. 474.

p. 465.

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