Problemi della transizione 1980

l ’ argomento dell ’ economia periferica, quasi a spiegare questa contraddizione. Bisogna vedere se quello schema si può gettare e se non si debba interpretare lo sviluppo del capitalismo in una maniera più articolata, più differenziata, tenendo conto del fat to che il capitalismo in ogni epoca e in ogni paese ha avuto for me di sviluppo diverse, nessuna delle quali rientra in uno sche ma astratto, desunto da esperienze originarie, inglesi o di po chissimi altri paesi. È un discorso che si può fare per altri aspetti della vita re gionale. Per la democrazia: la democrazia di massa, democra zia basata su una forte partecipazione, forti organizzazioni po litiche e sindacali, un forte associazionismo e capacità di espri mere, di rappresentare la società emiliana nella sua interezza, comprese aree di dissenso, di critica, legittime, che non dovreb bero sorprenderci. Non dovrebbe sorprendere che esista in questa democrazia un elemento di contr addizione, che tende ad ampliarne la capacità rappresentativa, la dialettica, e che non deve essere considerato qualche cosa di esterno o di erratico. Le contraddizioni dell ’ Emilia: se ne è parlato molto. Socie tà ricca e, al tempo stesso, società che ha al suo interno non se condarie contraddizioni. Anche qui sorprese, per una apparen te incongruità di questi elementi, come se non ci fossero con traddizioni acutissime anche nelle società più ricche ed evolute. È venuto il momento di guardare con attenzione a questi aspet ti della nostra vita regionale, e al peso che hanno gli uomini, le donne, le idee, la organizzazione, la capacità di iniziativa poli tica. Niente è inerte, niente è passivo in una società come la no stra, che si trasforma rapidamente, in connessione con le tra sformazioni nazionali e qualche volta più rapidamente di esse.

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