Problemi della transizione 1980

L ’ Emilia-Romagna fra crisi e trasformazione

Queste considerazioni, che per quanto ci riguarda non so no di oggi, ci hanno indotto a ripetere con insistenza specie nei momenti maggiormente segnati dalla riflessione modellistica e dall ’ uso di categorie e di apparati concettuali indeterminati e astratti, che l ’ Emilia-Romagna non è un ’ isola, né tanto meno un modello che rischia invece di esser fatto proprio e ripropo sto, con l ’ occhio rivolto al passato, proprio alle forze che con maggiore energia ci rinfacciano di avere lavorato alla sua co struzione. L ’ Emilia-Romagna è, ad un tempo, come gli ultimi anni hanno dimostrato, «un punto alto dello sviluppo demo cratico e un punto focale delle contraddizioni dell ’ intero Paese e della lotta politica che dalla fine del secolo scorso si svolge in Italia intorno ad una questione decisiva: la questione dell ’ av vento delle classi lavoratrici alla direzione della società e dello Stato» 1 . Ne consegue l ’ impossibilità per chiunque di farsi o di ap prodare a immagini idilliache e di comodo della realtà emiliano-romagnola e però nel medesimo tempo si rafforza la convinzione che la forza del movimento operaio e popolare e il peso delle sue conquiste e delle sue realizzazioni consentano di lavorare con tranquillità e con prospettive di successo verso il superamento positivo delle contraddizioni; superamento che, come si è detto, può intervenire solo entro un contesto naziona le per il cui sviluppo risulta indispensabile nei modi e nei conte nuti il contributo dell ’ Emilia-Romagna. Non si tratta dunque di scadenze sulla pianura delle analisi trionfalistiche e tutte in positivo che tendono ad occultare le contraddizioni e le distorsioni, pure presenti e connaturate nel lo sviluppo di questa società; ma è opportuno ribadire che que ste contraddizioni e questi squilibri, proprio perché evidenziati e resi trasparenti dall ’ alto livello di sviluppo raggiunto da que sta democrazia, si risolvono solo avviando a soluzione squilibri e contraddizioni generali, facendo compiere un passo in avanti all ’ intera situazione nazionale. La riflessione ritorna necessariamente dunque sul ruolo che ha giocato e che è destinata a giocare l ’ Emilia-Romagna, sul peso che può e deve esercitare il movimento popolare e ope raio organizzato di questa regione in direzione delle trasforma zioni positive della sua condizione economica e sociale e del cambiamento degli orientamenti politici complessivi nazionali e internazionali. Ritorna ancora sulla necessità di evitare e di impedire che prendano piede posizioni arroccate e isolazioniste proprio in un momento come questo percorso da una crisi pro fonda e da uno scontro sociale e politico di dimensioni tanto ampie come forse non mai in questi ultimi decenni. E questa crisi e questo scontro favoriscono sul piano inter no il sorgere di tendenze alla chiusura localistica e municipali stica, di forme di corporativismo territoriale; e su quello inter nazionale sottopongono a dura prova la dimensione dello Stato nazionale mettendone addirittura in discussione l ’ indipenden za.

1 E nrico B erlinguer , Primo Con gresso Regionale del P.C.I. dell ’ Emilia-Romagna, Bologna, 14 17 aprile 1977.

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