Problemi della transizione 1980

Trasformazione o ridistribuzione del potere?

poteri delle Regioni e dei Comuni; l ’ istituzione dei quartieri; l ’ ampliamento dei poteri dei Comuni; l ’ istituzione delle Comu nità montane; l ’ impianto istituzionale della riforma sanitaria; alcune forme di gestione sociale di servizi; gli organi collegiali della scuola; la riforma dei servizi di sicurezza; le forme anche istituzionali in cui si è progressivamente concretato il tema del la «centralità» del Parlamento: poteri delle Commissioni parla mentari in ordine ai servizi di sicurezza, agli interventi nel mez zogiorno, alle partecipazioni statali, alla Rai-TV; alla gestione del bilancio dello Stato; in ordine alle nomine negli enti pubbli ci. E parallelamente la ricerca di nuovi spazi di potere e di li bertà si traduceva anche in puntuali istituti del nostro ordina mento giuridico. Lo spazio per le libertà civili si è ampliato an dando anche al di là dello stesso testo costituzionale: diritti all ’ interno della fabbrica con lo Statuto dei lavoratori, all ’ in terno della caserma con la legge sulla disciplina militare, all ’ in terno delle carceri con la pur mutilata riforma carceraria; nuo ve dimensioni assunte dalla libertà di informazione con le radio locali e gli altri strumenti di informazione e con la stessa rifor ma della Rai-TV (e con i pur asfittici comitati di redazione); ri conoscimento dell ’ obiezione di coscienza al servizio militare; la legge sulla psichiatria; crescita di soggettività di giovani e don ne (il voto ai diciottenni, la parità della donna, il nuovo diritto di famiglia, il divorzio, l ’ aborto, ecc.); riconoscimenti, sia pur parziali, ottenuti dai movimenti collettivi anche in sede istitu zionale; nuove frontiere aperte per anziani e bambini da avan zate leggi regionali. Come sostenere che il processo di riforma dello Stato ha portato ad una «involuzione autoritaria, a una ricomposizione della vecchia forma dello Stato?» 1 E come non vedere invece in tali conquiste, così ricche di futuro, non brandelli strappati al «Potere» ma brani di un pro cesso difficile e contraddittorio che ha visto e vede la classe operaia e i partiti delle sinistre protagonisti autorevoli? Sotto l ’ incalzare del movimento operaio le istituzioni, sta tali e non, si piegavano e si trasformavano, mentre mutamenti altrettanto significativi avvenivano nella struttura sociale, nella cultura, nella ricerca, nei rapporti interpersonali: vivaci movi menti collettivi ponevano i temi della riforma della sanità, dell ’ ambiente interno ed esterno alla fabbrica, dei corpi di poli zia, delle forze armate. La crescita di soggettività degli anni set tanta si traduceva nelle battaglie per l ’ obiezione di coscienza, per il divorzio, per l ’ aborto, per la libertà in fabbrica e la parità fra uomini e donne. Gli interessi diffusi entravano nel processo penale e nella stessa giuridizione amministrativa. 1 quartieri ponevano il tema della partecipazione popolare alla gestione dello Stato. Gli or gani collegiali della scuola tentavano di superare la separatezza dell ’ amministrazione scolastica e la stessa equivoca autonomia

1 Da ultimi S tame , Politica e legalità, «Cerchio di gesso», novembre 1979, pp. 13-14; F erraioli -Z olo , Democrazia au toritaria e capitalismo maturo, Milano 1978, p. 96 e segg.; C anosa , Il garantismo oggi, «Quaderni piacentini», ottobre 1979, p. 35 e segg.

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