Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
della funzione docente (e con la battaglia per la pubblicità delle proprie sedute che impegnò il fior fiore dei giuristi tendevano ad evitare anche la propria possibile separatezza da... masse ansiose di assistere e controllare da vicino). Le Comunità Mon tane (neglette invero da una cultura che ha sempre un ’ ottica prevalentemente urbana) sembravano far riappropriare alla gente della montagna il governo del proprio territorio dissesta to dalle incursioni di enti e organismi settoriali e clientelari di ogni genere. I Consigli di zona rappresentavano il tentativo del le masse lavoratrici per uscire dalle mure anguste della fabbrica e del salario in parallelo al tentativo dei consigli di fabbrica di uscire dalle mura altrettanto anguste della mediazione istituzio nale dei sindacati. Sono tutti aspetti di un unico processo, non ambiti separati. Come sostenere che 1 ’ avvicinarsi del movimento operaio al potere ha accentuato in Italia la tendenza autoritaria degli Stati di capitalismo maturo 2 ? Certo la virulenza del terrorismo e del la delinquenza comune ha portato ad adottare misure legislati ve o a isolate pratiche giudiziarie che vanno in tutt ’ altra dire zione (ma sempre al di qua del confine costituzionale). Ma è tutto qui il campo delle libertà? Uhabeas corpus è ancora l ’ uni co contenuto di una magna charta libertatum del XX secolo? E le libertà dallo Stato sono ancora poste su un piano diverso ri spetto alla libertà di o alle libertà nello Stato 3 ? Ma proprio qui si evidenziano i riflussi e le difficoltà. Soprattutto negli anni 1974-1976 sembrava quasi che ci si avviasse verso una consapevolezza di massa per i temi della ri forma dello Stato e che l ’ Italia fosse divenuta un grande e viva ce laboratorio istituzionale. La società era protesa verso lo Sta to e quest ’ ultimo sembrava saldarsi progressivamente con la prima. Poi la divaricazione; il richiamo alla realtà; la caduta del processo di riforma dello Stato: le BR e gli autonomi chiamano alla lotta armata contro le istituzioni: Sciascia e Moravia invi tano gli intellettuali a non schierarsi né con le Brigate rosse né con lo Stato; il grande obiettivo della sinistra di far prendere piena coscienza dello Stato alle masse e così piegare lo Stato al le masse si scontra in una linea più ravvicinata con il sistema di potere della DC ma nello stesso tempo la sinistra stessa è co stretta, di fronte all ’ attacco terroristico, a chiamare la classe operaia e erigersi a difesa di questa democrazia e quindi a dife sa anche di questo Stato. Le istituzioni corrose non sono in grado di flettersi a suffi cienza: o tendono a frantumarsi o rimangono rigide e non in grado di rispondere alle sollecitazioni. La stessa ambizione di far funzionare lo Stato si scontra con la virulenza del terrori smo, con le incrostazioni corporative e con gli scioperi degli au tonomi. Una crescente crisi di partecipazione investe i quartieri e i poteri locali, appanna le autonomie, costringe a ripensare gli organi collegiali della scuola. I diritti e le libertà conquistate
dall ’ istituto Gramsci Sezione regionale dell ’ Emilia-Romagna nel giugno 1978).
2 Ma per M ancini (Garantismo, «Mon- doperaio», n. 10, ottobre 1979) ciò è potu to avvenire solo per la veste consociativa che tale avvicinamento ha assunto. 3 V. l ’ intervento di F. G algano in AA.VV ., Diritto e Politica, Bologna 1979, p. 41 (atti del Seminario organizzato
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