Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
e5) Dati sul lavoro degli studenti Abbiamo visto come nelle scuole superiori la tendenza al lavoro degli studenti sia generalizzata nei diversi tipi di scuola (anche se maggiore per i maschi che non per le femmine), ma per quanto riguarda l ’ Università di Bologna i dati disponibili non permettono di verificare queste ipotesi. Le ricerche dispo nibili sono infatti relative solo alle facoltà di magistero ed eco nomia e commercio dove le percentuali di studenti che fanno un lavoro stabile sono molto elevate (circa il 25%) essendo poi elevatissima la percentuale di chi fa un lavoro saltuario (il 50%); non sappiamo però se queste percentuali sono così ele vate anche nelle facoltà di medicina e ingegneria (dove è presu mibile la richiesta di una frequenza maggiore nello studio). Si possono allora (come indicato nella Tav. 18) identificare cinque tipi di percorsi che tengano contemporaneamente pre senti le variabili prima indicate: a) percorso lungo dove l ’ entra ta nel lavoro è dopo il conseguimento della laurea; b) percorso medio prevalentemente maschile e c) percorso medio prevalen temente femminile dove l ’ entrata nel lavoro è soprattutto dopo il diploma (con una parte che fa anche l ’ università); d) percorso breve in cui l ’ entrata nel mercato del lavoro è dopo i tre anni degli istituti professionali; e) percorso brevissimo in cui l ’ entra ta nel lavoro si ha subito dopo la scuola media o uno o due an ni di corsi professionali. a) Il percorso di studi lungo Come si vede dalla Tav. 18 in una provincia come Bologna questo percorso di studi è intrapreso dal 16% degli studenti che hanno terminato la scuola dell ’ obbligo e si tratta di quei giovani che, provenienti dalle famiglie con più elevati livelli di istruzione e/o con le maggiori disponibilità economiche, si i- scrivono al liceo classico e scientifico. Questa situazione di par tenza fa sì che questi giovani, pur avendo esperienze lavorative saltuarie, siano orientati a conseguire la licenza di scuola supe riore ed infatti i tassi di ritardo e di abbandono sono molto li mitati così come sono limitate le non iscrizioni all ’ università. Come conseguenza, quando si considera la popolazione de gli studenti universitari di una Università come Bologna, ben il 54% degli iscritti proviene dai licei (percentuale più elevata della media nazionale che è di circa il 44% e che probabilmen te è dovuta alla presenza di studenti che provengono da altre regioni soprattutto da questi licei). Da notare che mentre durante le scuole superiori le diffe renze percentuali tra maschi e femmine sono irrilevanti (quello che caratterizza questi percorsi è l ’ appartenenza alla classe so ciale e non il sesso) quando si arriva all ’ università si può distin guere tra un percorso prevalentemente maschile ed un percorso prevalentemente femminile. Gli studenti maschi delle classi sociali alte scelgono infatti come primo posto medicina (il 71,3% degli iscritti a medicina proviene dai licei) e poi giurisprudenza (il 68,5%) ed ingegne ria (il 44,9%) e scienze politiche (il 42,2) essendo queste ulti me le uniche facoltà scelte dalla classe sociale alta che vedono confluire al loro interno anche gli studenti del percorso di studi
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