Problemi della transizione 1980
Politica della scienza
costruttive. Edifici a molti piani orientati a casaccio e distan ziati fra loro il minimo imposto dalla corrente legislazione, co me è usuale nei nostri quartieri residenziali, non sono certa mente in grado di captare al meglio l ’ energia solare incidente. Lo stesso dicasi per lo sfruttamento della ventilazione o del condizionamento naturale. Anche l ’ apporto di elementi di solarizzazione attiva trova in un sistema a climatizzazione naturale la propria utilizzazio ne. Una pianificazione urbanistica e territoriale molto attenta rappresenta pertanto un ingrediente indispensabile anche di una politica di risparmi energetici nell ’ edilizia. L ’ esemplificazione fin qui addotta mette in evidenza un ve ro e proprio salto di qualità anche a livello di ricerca. Non è sufficiente, infatti, sviluppare un motore, una macchina, un impianto con un rendimento di trasformazione energetica più elevato; occorre anche — e soprattutto — sviluppare sistemi energetici che nel loro complesso sappiano sfruttare al meglio tutte le risorse disponibili 5 . Per ottenere questo risultato occorre innanzi tutto realiz zare una congruenza fra qualità dell ’ offerta e qualità della do manda di energia. Come si deduce da una ben nota indagine dell ’ ENI, quasi un terzo della domanda di energia si presenta sotto forma di calore a bassa temperatura. Ebbene, questa par te della domanda viene oggi soddisfatta con fonti energetiche improprie. Tale è certamente l ’ uso di energia elettrica (anche se il con fronto fra consumi di energia elettrica e consumi elettrici obbli gati delinea una situazione italiana abbastanza razionale) per la produzione diretta di energia termica, ma anche la combustio ne di combustibili fossili a questo scopo va considerata non ap propriata. Infatti, partendo da un processo di combustione che avviene a temperatura relativamente elevata (intorno ai 1000°C) si può produrre ad esempio vapore surriscaldato utile alla generazione di energia elettrica con un buon rendimento della trasformazione, dopo di che il calore residuo può essere utilizzato per soddisfare la domanda di energia termica a bassa media temperatura. Per inciso va notato che, considerando i processi industriali in cui si producono gas ad alta temperatu ra, il concetto può essere capovolto, utilizzando l ’ elevata ental pia dei gas di scarico per produrre vapore di qualità sufficiente ad azionare, con buon rendimento, una turbina a vapore colle gata con un generatore elettrico. Con riferimento alla domanda di calore a bassa tempera tura, è evidente come sistemi di cogenerazione di energia elet trica e di calore, al limite con successive cascate a diversi livelli di temperatura, rappresentino un modo per risparmiare global mente quantitativi non trascurabili di fonti primarie di energia. In tal modo, però, i problemi da risolvere non sono soltan to di natura tecnico-economica (ad esmpio miglioramento del
5 Per una trattazione più rigorosa di que sto concetto si rinvia a Z orzoli , Come conservare l ’ energia, «Le Scienze», marzo 1978.
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