Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
tare altrove 10 . Basterà ricordare che le prospettive di scarsità (economica prima, fisica poi) di diverse risorse naturali obbliga a ripensare lo sviluppo in termini affatto nuovi. Ricerche e proposte per la conservazione dell ’ energia e per 10 sfruttamento di fonti rinnovabili non possono andare di sgiunte dalla considerazione, ovvia ma decisiva, che ogni pro cesso energetico richiede l ’ uso di materiali 11 . Per cui, anche nell ’ ipotesi di un sistema energetico basato esclusivamente su fonti rinnovabili, la strozzatura sarebbe semplicemente trasfe rita sui materiali coinvolti. Donde l ’ importanza di ricerche pa rallele per lo sviluppo di materiali rinnovabili 12 . In quest ’ ulti mo dominio la carenza culturale è notevole. Basti pensare che la maggior parte della ricerca per la generazione di energia elet trica da fonte solare è ancora concentrata su soluzioni (conver sione termodinamica, effetto fotovoltaico) ad elevato contenu to di materiali, mentre lo sviluppo di biotecnologie, oltre a con sentire la soluzione di difficili problemi come l ’ accumulo 13, può restringere l ’ immobilizzo di materiali non rinnovabili a quelli richiesti dalle macchine agricole e da componenti dell ’ impianto di fermentazione dei prodotti vegetali, da cui si ricavano fonti energetiche come il biogas. Per rendere effettiva una simile potenzialità 14 , occorre pe rò potenziare la ricerca di base, si richiede lo sviluppo di princi pi scientifici fondamentali. Si pensi solo al fatto che la termodi namica dei processi biologici rappresenta un settore scientifico pressoché inesplorato; che la generazione diretta di idrogeno in sistemi vegetali comporta conoscenze nuove nel campo della genetica e della chimico-fisica 15 . Questi obiettivi sono simmetrici a quelli posti da una nuo va agricoltura a minore consumo di energia: i meccanismi fon damentali della fissazione diretta dell ’ azoto atmosferico nei ve getali, al fine di evitare l ’ uso estensivo di fertilizzanti chimici, non sono infatti diversi da quelli che presiedono alla generazio ne diretta di idrogeno, mentre il controllo biologico dei prodot ti agricoli (per risparmiare insetticidi) chiama di nuovo in causa la genetica. Ed ancora le ricerche di base, od applicate, in questi campi coinvolgono immediatamente studi ed applicazioni in altri comparti. Si pensi al caso del controllo biologico: invece di una rete commerciale di vendita di insetticidi occorre studiare pri ma, e realizzare poi, un servizio tecnico per gli agricoltori, che 11 assista nella messa a punto e nella attuazione dei diversi me todi di controllo (che devono essere appropriati al tipo di colti 10 Ad es. cfr. Z orzoli , Il dilemma energe tico, Milano 1975 e I d ., Limiti o contrad dizioni dello sviluppo?, «Rinascita», a. 36, n. 12, marzo 1979. realizzato da qualsiasi vegetale, che si svi luppa proprio «accumulando» l ’ energia del sole.
14 Solo migliorando il rendimento di foto sintesi di un fattore dieci rispetto alla situa zione media attuale, è immaginabile la pro duzione di biomasse in modo economica mente ed ecologicamente conveniente. 15 Ad es. cfr. C. M archetti , Genetic En gineering and thè Energy System, How to Make Ends Meet, International Institute for Applied Systems Analysis. Research Memorandum 78-62, 1978.
11 E non solo nel processo in sé: produrre energia elettrica bruciando olio combusti- bile, oltre ai materiali incorporati nella cen trale termoelettrica ne immobilizza altri nella ricerca, estrazione, trasporto di pe trolio, nella sua raffinazione, nella distri buzione dell ’ olio combustibile. 12 Ad esempio l ’ etilene, che è alla base del la produzione petrolchimica, può essere ri cavato da vegetali invece che dal petrolio. 13 L ’ accumulo, richiesto per l ’ intermitten za della radiazione solare è naturalmente
36
Made with FlippingBook - Online catalogs