Problemi della transizione 1980
Politica della scienza
vazione, al terreno, al clima, agli altri prodotti della zona, ecc.). L ’ evoluzione della conoscenza scientifica mette dunque in discussione i meccanismi stessi del funzionamento dell ’ econo mia e della società. E questi ultimi retroagiscono, rendendo dif ficile o improduttivo lo sviluppo di certi filoni scientifici. Il pro fitto delle società chimiche è certamente più garantito dalla vendita di pesticidi, per cui il trasferimento dei risultati della ri cerca nel processo produttivo privilegia alcuni filoni rispetto ad altri; e quest ’ ultimi in genere risultano già sottofinanziati a li vello di ricerca di base. Di fronte a questo stato di cose sta però sviluppandosi un movimento di opinione altrettanto pericoloso, secondo il qua le la forza delle leggi di mercato riuscirebbe da sola a riassestare la situazione. Le continue richieste di adeguare prezzi e tariffe dei diversi combustibili e delle diverse fonti di energia fa leva appunto su una simile convinzione 16 . La ripresa delle quotazioni del petrolio, con gli effetti che avrà sulle altre fonti energetiche primarie, potrebbe però rive larsi un pericoloso boomerang per chi punta sull ’ effetto merca to come motore di una diversificazione energetica. Il maggior costo delle fonti energetiche ha infatti un effetto inflattivo gene ralizzato. L ’ estrazione e la lavorazione di altre materie prime diventerà più onerosa; il costo della manodopera salirà attra verso l ’ azione sindacale o mediante meccanismi più o meno au tomatici di adattamento delle retribuzioni al costo della vita; i manufatti e gli impianti incorporeranno in misura notevole questi effetti, solo in parte compensabili da incrementi nella produttività (che sovente comportano un maggior ricorso all ’ energia). L ’ esperienza post-1973 conferma questa diagnosi, come si può desumere ad esempio dall ’ andamento della bilan cia dei pagamenti dei paesi industrializzati, complessivamente in deficit nel ’ 74, ma già tornata in attivo nel ’ 76 grazie anche alla riesportazione dei maggiori costi (incorporati nelle merci e nei servizi collocati sul mercato internazionale). È pertanto illusorio pensare che soluzioni energetiche al ternative come gli scisti, considerati competitivi nel 1978 ad un livello del costo del greggio di 20 dollari al barile, lo siano di ventati automaticamente oggi. E vero piuttosto il contrario, anche perché la conservazione dell ’ energia ed il ricorso a nuove fonti comportano maggiori investimenti iniziali da ricuperare in sede di esercizio per il minore o nullo consumo di derivati dal petrolio. Si ha quindi una maggiore sensibilità ad incrementi nei costi del greggio non solo dovuta alla maggiore necessità di capitali, ma anche ai costi di questi ultimi, in quanto l ’ inflazio ne indotta produce sensibili incrementi nei tassi di interesse. In altri termini, le soluzioni energetiche alternative vanno decise sulla base di opportuni confronti fra il loro costo attuale ed il presumibile costo marginale delle fonti energetiche così so stituite durante l ’ intero ciclo di vita di tali soluzioni. Se a questa
16 Quanto ciò non corrisponda in partico lare alla situazione del petrolio è illustrato da A. C lò , La situazione petrolifera mon diale e i suoi riflessi sulla politica dei prezzi petroliferi in Italia, «Energia e materie pri me», n. 7-8, 1979.
37
Made with FlippingBook - Online catalogs