Problemi della transizione 1980

Ungaretti e l ’ avanguardia

sare all ’ arte e alla letteratura è comprovato dalla parte conclu siva della stessa lettera in cui, proprio lui, giornalista neofita traccia per il collega scrittore una situazione della letteratura francese che ha del sorprendente per la sinteticità e la funziona lità dello schema. Merita il conto di citarla per esteso: «... Ti manderò, se non puoi averlo, “ les écrits nouveaux ” , dove c ’ è uno studio su Jarry. Conosci quello appar so nei Marges di Apollinaire? Vuoi che te lo procuri? In arte, ecco come stanno le cose qui: 1 i libertari Max Jacob - Cendrars: (molto interessanti, come sai, i soli che abbiano dell ’ arte l ’ idea che ci vuole: per quanto ancora impauriti dalla let teratura corrompano l ’ ispirazione in ironia: sostengo che della letteratura ci siamo ormai liberati abbastanza, per la sciare al canto la sua fioritura serena) 2 i futuristi Reverdy - Birot 3 i simultaneisti Barzun - Divoire: preuccupati di risoluzioni tecniche; fanno un utile lavoro per l ’ artista; gli preparano il nuovo materiale d ’ espressione 4 i decadenti calvinisti: Gide 5 i dannunziani: Suarès un movimento che somiglia quello italiano di Cardarelli: tra l ’ accademia, la vanità e il fulmine metafisico 6 una specie di Panzini, almeno nell ’ opera migliore, Les voyages de Psychodore, Han Ryner (cinismo filantropico o socratismo) 7 Poeti: lo spirito delle leggi nell ’ arte universale; un positivista mistico, un guelfo e un umanista; uno degli uomini più istruiti del nostro tempo 8 i teosofi: Mercercau, Carlos Lanonde ecc. 9 il cantastorie: Paul Fort Ma insomma ci manca Apollinaire, che stava trovando il valore classico della libertà. Di fronte a lui quanto primari sono tutti gli altri». D ’ altra parte le coincidenze hanno sempre un significato. Quindi non è un caso che anche nella lettera in cui Ungaretti giustifica la sua scelta, compaia, a conclusione dello sfogo, un significativo accenno a Cardarelli e alla «Ronda», con riserve che persuadono fino ad un certo punto. La sensibilità del poeta ha già colto la nuova temperie, per cui ora il discorso può esse re impostato in una zona assai diversa e lontana da quella con divisa un tempo con gli antichi compagnons de route dell ’ avan guardia fiorentina. Ora Ungaretti si appresta a risalire dalla «parola» al «canto»: i tempi sono pronti per il passaggio da\V Allegria al Sentimento. In questo percorso obbligato i pun ti di riferimento che negli anni della guerra hanno continuato comunque ad esistere, esauriscono definitivamente la loro fun zione. I compagnons de route non servono più. Spuntano all ’ orizzonte i grandi modelli (Petrarca, Tasso, Gongora, Raci- ne, ecc); è nata fin da ora la via al «barocco» della Terra pro messa. E qui Ungaretti non può essere solo. Se è vero — come ha detto Cambon nel suo bel saggio del

59

Made with FlippingBook - Online catalogs