Problemi della transizione 1980
Gozzano ou les prospérités du vice
trice et réformatrice, peut ètre transporté dans l ’ ordre du beau. Je suis ainsi conduit à regarder la parure comme un des signes de la noblesse primitive de l ’ àme humaine... La mode doit donc ètre considérée. .. comme une déformation sublime de la nature, ou plutòt comme un essai permanent et successif de ré- formation de la nature. .. La peinture du visage ne doit pas ètre employée dans le but vulgaire, inavouable, d ’ imiter la belle na ture. . . Qui oserait assigner à l ’ art la fonction stèrile d ’ imiter la nature? Le maquillage n ’ a pas à se cacher, à éviter de se laisser deviner; il peut, au contraire, s ’ étaler, sinon avec affectation, au moins avec une espèce de candeur». Certo, posto che egli ne fosse a conoscenza, affermazioni come queste non potevano non riuscire stimolanti per Gozza no, tanto più che con esse sostanzialmente si accordava la tesi di Wilde (a lui, come è noto, assai cara) che la natura imita l ’ ar te. Non va dimenticato, del resto, che Baudelaire era uno degli autori preferiti da Wilde; a ben guardare, anzi, Thè Decay of Lying deve non poco aWEloge du Maquillage-, in verità, non di un dialogo sulla decadenza della menzogna si tratta, bensì di un vero e proprio elogio della menzogna. Cessata ogni finzio ne, deciso, è il caso di dire, a non mentire su quella fondamen tale menzogna che è «la Menzogna nell ’ Arte», abbandonata quindi la metafora del maquillage che, più ancora che per ri vendicare l ’ autonomia dell ’ arte nei confronti della natura, era servita a Baudelaire per mostrare che l ’ operazione artistica è sempre eccesssiva, arbitraria, deformante, anzi del tutto astrat ta e artificiale, Wilde può esplicitamente affermare: «... Più studiamo l ’ Arte, meno la Natura c ’ importa. Ciò che l ’ Arte ci ri vela in realtà, è la deficienza di disegno della Natura, le sue cu riose crudezze, la sua straordinaria monotonia, e il suo stato di assoluta imperfezione... L ’ Arte è la nostra protesta spirituale, il nostro cavalleresco tentativo di insegnare alla Natura come dovrebbe essere». E aggiungere, seguendo ancora più da presso Baudelaire: «L ’ Arte, per se stessa, è una forma di esagerazione; e la selezione, che è il vero spirito dell ’ Arte, non è se non un modo intensificato di super-enfasi». Ma, per tornare a Gozzano, fra le opere di Wilde non è so lo Thè Decay of Lying a orientarne il gusto e le scelte. Se si ria pre, poniamo, Thè Critic as Artist (Tutto lntentions offrirebbe però materiale interessante), ci si accorge in primo luogo che quel dialogo, insieme con i saggi di Gourmont, ha probabil mente fornito più di uno spunto al giovane Pound intento, s ’ è visto, a scoprire per sè e per i suoi sodali una tradizione del nuovo; in secondo luogo, che il tema del carattere tutto artifi ciale dell ’ opera poetica che Wilde vi dibatte deve avere solleci tato Gozzano almeno quanto l ’ altro e più noto tema dell ’ arte che imita la natura, con il quale, del resto, è strettamente con giunto. E basti, fra tante possibili, un ’ unica citazione: «Ogni secolo che produce poesia è... un secolo artificiale... La ten denza della creazione è di ripetere se stessa. È all ’ istinto critico che noi siamo debitori di ogni nuova scuola che sorge, ogni nuovo modello che l ’ arte si trova pronto fra le mani. Non c ’ è infatti nell ’ Arte odierna una sola forma che non ci venga dallo spirito critico di Alessandria... 11 puro istinto creativo non in nova, ma riproduce». L ’ esperienza gozzaniana dell ’ innaturale, tuttavia, se, per
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