Problemi della transizione 1980

Gozzano ou les prospérités du vice

Virginie quelque charmante et aga^ante impureté...»). Non si tratta, nel caso, di manomettere il già abbondantemente mano messo ma sempre libertino autore della Laus Vitae («Il Re di Tempeste era un tale / che diede col vivere scempio / un ben deplorevole esempio / d ’ infedeltà maritale, / che visse a bordo d ’ un yacht / toccando tra liete brigate / le spiagge più fre quentate / dalle famose cocottes...»\ bensì di perpetrare una sorta di giocoso stupro nei confronti di chi ha piamente cele brato una candida Laus Naturae, riscrivendo quell ’ intemerato e indifeso linguaggio con tutte le ironiche perfidie di chi prova piacere a gualcire il nuovo, a sostituire all ’ autentico il postic cio, a rovesciare la naturalezza in artificio e, ciò che per noi più conta, a convertire l ’ utopia in parodia. Il premio ambito, alla fin fine, è carpire la verginità di una scrittura, non la verginità della verginale Virginie, né quella di Justine, e meno che meno quella della «Egregia Guglielminetti» o di qualche altra «Si gnorina» che — sono patetiche parole di Gozzano — «si strug ga nel sogno di un ’ attesa vana»: eppure — degno contrappasso al poeta frodolento — , dietro il titolo di Paolo e Virginia. I figli dell"infortunio, chi sarà tanto poco malizioso da non immagi nare per questo rifacimento di un romanzo francese del Sette cento il titolo fittizio e veritiero che la sua dolosa esecuzione merita: Gozzano ou les prospérités du vice? Davvero prospero, il vizio del nostro poeta; tanto più pro spero in quanto proprio nel coltivare quel vizio, alla fine di tan ti travestimenti e di tante mascherature, Gozzano arriva davve ro a trovare, e sia pure sotto un velo lieve di perdurante artifi cio, una nuova nudità della naturalezza; giunge davvero, si sa rebbe tentati di dire con un facile giuoco di parole che egli stes so peraltro suggerisce, a scoprire in Felicita dalla «faccia buona e casalinga» e dalle iridi «azzurre d ’ un azzurro di stoviglia» la propria felicità espressiva. Come, insomma, solo distruggendo l ’ «aura» del testo di Saint-Pierre, solo abolendone l ’ unicità e ri producendolo ironicamente deformato, gli diventano accessibi li, come dire, in controcanto, certi contenuti, così solo assu mendo il patetico in straniante parodia gli riesce di imposses sarsene e di esprimerlo. Ma, a proposito di romanzi (di romanzi, nel caso, non contraffatti, anche se di contraffazione torneremo a discorrere assai presto), converrà tener conto di una fondamentale indica zione di Bachtin: «Fenomeni di particolare interesse si osserva no nelle epoche in cui il romanzo diventa il genere letterario do minante. Tutta la letteratura allora è presa da un processo di divenire e da una sorta di “ criticismo di genere ” . .. Nelle epoche di dominio del romanzo quasi tutti gli altri generi letterari si “ romanzizzano ” : si romanzizza il dramma. .., il poema. .., per sino la lirica... Essi diventano più liberi e più plastici, il loro linguaggio si rinnova grazie alla differenziazione interna della lingua extraletteraria e grazie agli strati “ romanzeschi ” della lingua letteraria, si dialogizzano, in essi penetrano ampiamente il riso, l ’ ironia, lo humour, elementi di autoparodia e infine — ed è questa la cosa più importante — il romanzo porta in essi la problematicità, la specifica incompiutezza semantica e il vivo contatto con l ’ età contemporanea incompiuta e diveniente (col presente aperto)». E converrà, subito dopo, rileggere certi tut to sommato concordanti giudizi dei critici intorno al carattere

69

Made with FlippingBook - Online catalogs