Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Non bisogna trascurare, infatti, che, nono stante le modifiche, anche di rilievo, interve nute nella ispirazione originaria del New Deal, nonché nella strategia politica del Presidente, durante la seconda metà degli anni Trenta 12 , l ’ ispirazione ideale internazionalista di stampo «wilsoniano» e insieme quella «realista» da balance of power della politica roosveltia- na 13 , provvisoriamente celata dietro le quinte di un isolazionismo superficiale, non subì ca povolgimenti definitivi fra il 1933 e il 1941, sia di politica estera che nella politica econo mica verso l ’ estero 14 . D ’ altra parte non è neppure da escludere che sia stato proprio il progressivo offuscarsi del carattere riformista e tutto di politica interna del primo New Deal a favorire, durante la se conda metà degli anni Trenta, la riemersione degli elementi «internazionalisti» del governo 15 . Indubbiamente, la guerra cui Roosevelt gra dualmente condusse gli Stati Uniti 16 segnò anch ’ essa come sempre accade 17 una fase dav vero innovativa nella struttura del paese, sia sul terreno politico e culturale (l ’ alleanza con l ’ URSS), sia su quello economico produttivo 18, che sconvolse il panorama dei rapporti prebellici. L ’ impatto del conflitto ebbe altresì effetti importanti sul terreno dei rapporti di classe e delle relazioni sindacali 19 . Anzitutto per con seguenza della massiccia riconversione tecno logica subita dall ’ apparato industriale, nonché per la diffusione pionieristica di nuovi metodi e tecniche amministrative 20 , sia nel settore in dustriale e dei servizi che nel sistema dei tra sporti e delle comunicazioni 21 . Tuttavia, la guerra non può essere interpre tata come la causa decisiva dell ’ impostazione del nuovo tipo di sviluppo economico, sostan zialmente espansivo, le cui conseguenze si ge neralizzano nel lungo periodo del dopoguerra (1945-1973). Qualora si accettasse infatti l ’ ipotesi che dal crogiuolo del conflitto si di 12 L euchtenburg (1963); S chlesinger J r . (1957-60). 13 WI lliams (1955) pp. 142-143; D allek (1979).
schiudono tutte le «innovazioni», verrebbe a cadere la teoria dei cicli economici di lungo pe riodo, e andrebbe perduta la ben più comples sa capacità di individuare, in lenti processi di trasformazione e di emergenza di nuovi fattori innovativi, le radici stesse della dinamica stori ca. E più convincente invece la tesi di quegli au tori che, analizzando le fluttuazioni cicliche secolari 22 , o prendendo in esame le economie di guerra 23 , ritengono che il conflitto debba es sere considerato quasi come un'aberrazione ri spetto ai caratteri strutturali del modello pro duttivo che definisce i singoli cicli di lungo termine 24 . Milward scrive, ad esempio, che l ’ enorme incremento della produzione indu striale degli Stati Uniti fra il 1940 e il 1944 «corrisponde solo parzialmente allo sviluppo industriale di lungo termine precedente il con flitto»; e aggiunge che «il trend prebellico, ri preso dopo il 1945, era orientato alla diminu zione dell ’ occupazione nell ’ industria manifat turiera in rapporto a quella occupata nei servi zi» 25 , mettendo così in evidenza certi caratteri di «anomalia» della struttura che emergono durante il conflitto e che alla conclusione delle ostilità tendono ad essere riassorbiti. Il ricongiungimento nel dopoguerra delle evoluzioni dell ’ economia americana con le li nee di marcia del periodo prebellico, in modo più netto che negli altri paesi belligeranti, sug gerisce però l ’ idea che, a differenza di altri pae si sviluppati dell ’ Europa Occidentale (v. dati in Rostow e Milward) dove la guerra ha rap presentato più marcatamente una cesura, la economia statunitense avesse già nel corso de gli anni Trenta definito le linee di quel nuovo modello di sviluppo che solo negli anni Cin quanta e Sessanta diventerà comune a tutto l ’ Occidente 26 . 3 Questa constatazione fornisce uno spun to che induce a verificare se già nel periodo «newdealista» fossero presenti almeno alcuni
22 R ostow (1978a) e (1978b). 23 M ilward (1977).
24 Cfr. l ’ esame dei cicli di lungo periodo secondo Koudratieff nell ’ analisi e descri zione contenuta sinteticamente in R ostow (1978b) e più dettagliatamente, con ampia disponibilità di dati, tabelle e figure in R o stow (1978b). 25 Cfr. in R ostow (1978a) e in M ilward (1977) p. 66. 26 S antoro (1977) e (1978).
14 W illiams (1954) e (1959); Y ergin (1977); G addis (1972); D ivine (1967). 15 S houp e M inter (1977), pp. 22-28; W illiams (1959), pp. 164-201. 16 W illiams (1959); Y ergin (1977). 17 L andes (1969, 1978 ed. It.) p. 552. 18 M ilward (1977). 19 G ambino (1975); B raveman (1974). 20 C handler J r . (1962). 21 M ilward (1977).
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