Problemi della transizione 1980
Modello economico e New Deal
geranti. Conferma ulteriormente questa «specifici tà» dell ’ economia di guerra americana il fatto che nel 1944, cioè nel pieno dello sforzo di tut ti i paesi in conflitto, gli indici di produttività degli Stati Uniti sono stati il doppio di quelli tedeschi e ben cinque volte superiori a quelli giapponesi 32 . Questi dati fanno pensare che l ’ economia statunitense, già nel periodo del New Deal, nonostante l ’ enorme ammontare di risorse inutilizzate, non stesse vivendo una fase di pu ro e semplice ripiegamento su se stessa, né che la capacità produttiva inutilizzata inducesse l ’ obsolescenza anticipata degli impianti, né che la grande disoccupazione facesse trascurare il rinnovo nelle tecniche direzionali e di management 33 . Ma che anzi gli Stati Uniti at traversassero un periodo di «arresto provviso rio di marcia» di un nuovo modello di svilup po dovuto a ragioni da definire 34 le cui basi erano state però gettate fin dagli anni Venti. Tale modello produttivo trainante, era già perfettamente compiuto nelle sue linee struttu rali anche se ridotto ad uno stato di latenza. Durante gli anni Trenta esso venne perfeziona to, per così dire, attraverso la «omogeneizza zione» sociale e sindacale del settore «corpora to» e la «dualizzazione» più netta dell ’ intera economia, nonché dal mercato del lavoro 35 . 4. Per comprendere bene il ruolo svolto dal New Deal e da Roosevelt negli anni Trenta è però necessario tornare brevemente indietro agli inizi del secolo e alle trasformazioni tecno logiche e produttive avvenute ancora prima della 1 a guerra mondiale 36 che fecero da sup porto, sia al boom degli anni Venti, sia all ’ in tera costruzione successiva. Rostow 47 nella sua opera più recente elenca come cardini centrali del ciclo di lungo perio do su cui verificare le fasi di ascesa e quelle di discesa (upswing e downswing^ tre campi di analisi dati: a) dall ’ equilibrio fra la domanda e
fra gli elementi di quel modello produttivo le cui potenzialità, inespresse durante il decennio prebellico, solo con la assunzione da parte americana di una leadership politica e militare di carattere globale 27 , diventarono manifeste e, come tali, si diffusero verso l ’ esterno sotto la specie di progetto implicito di «internaziona lizzazione del capitale» 28 . Un esame della «specificità» dell ’ economia americana durante il conflitto può aiutarci allo scopo. In effetti, a nostro parere è insufficiente rite nere che il periodo di accelerata espansione produttiva iniziato con la guerra sia stato solo il risultato dell ’ iniezione di spesa pubblica per gli armamenti 29 o del drenaggio dei disoccupa ti realizzato con la mobilitazione. E vero certa mente che il totale delle spese governative in beni e servizi aumentò al punto di raggiungere i 96,5 miliardi di dollari nel 1944, «vale a dire più dell ’ intero PNL durante uno qualsiasi degli anni Trenta» 30, e che per la prima volta dal 1929 il sistema economico americano fu in grado di raggiungere la piena occupazione già nel 1942. Basti pensare al fatto che l ’ estrema flessibilità dell ’ economia consenti agli USA an che durante il corso del conflitto — e qui sta la differenza con le economie degli altri bellige ranti — il mantenimento di livelli di consumo individuale impensabili, mai al di sotto di quelli raggiunti nel 1939, quasi che la spesa militare non fosse altro che un provvisorio uti lizzo di risorse o di tecniche già pronte giacenti inoperose 31 . Un ’ altra differenza orientativa nel compor tamento del sistema economico USA è data dall ’ esame degli incrementi di produttività rea lizzati durante gli anni di guerra. Essi sono davvero impressionanti, e non tutti basati sul maggiore sfruttamento della forza lavoro e/o sull ’ aumento delle ore lavorate, ma invece sul più elevato output per uomo-ora dovuto al più alto quoziente di innovazione contenuto nei processi lavorativi, produttivi e amministrativi degli Stati Uniti, rispetto agli altri paesi belli
contenute in K indleberger pp. 291 e 98A e in R ostow (1978a) a pp. 227-229. 35 A veritt (1968); E dwards , R eich , G ordon (1975). 36 Si veda, in R ostow (1978a), p. 204, il ruolo svolto dalla Gran Bretagna nel perio do antecedente la prima guerra mondiale e più avanti le mutazioni indotte in questo parametro dal Boom degli anni Venti. Per un esame dell ’ andamento ciclico, sia di lun go periodo e di tipo congiunturale si riman da al recente, ottimo testo di L ewis (1978). 37 R ostow (1978a), p. 194.
27 W illiams (1959) e (1954); G addis (1972); Y ergin (1977) per il periodo fra il 1937 e il 1947. 28 M ichalet (1976); V ernon (1971); P alloix (1975). 31 G ordon (1974, 1978), p. 90 e M il ward (1977), p. 63; C ouncil of E cono - mic A dvisers (1978), p. 288, Tab. B-27. 32 M ilward (1977), p. 67; K endrick (1961). 33 C handler J r . (1962). 34 Cfr. a questo proposito le diverse inter pretazioni sulle cause della Depressione 29 M ilward (1977), p. 63 e segg. 30 G ordon (1974, 1978) p. 90.
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