Problemi della transizione 1980
Modello economico e New Deal
11. In effetti si potrebbe dire che la seconda guerra mondiale fu combattuta essenzialmente con mezzi che rappresentavano il risvolto mili tare di una struttura industriale organizzata attorno alla produzione di beni di consumo durevoli innovativi, d ’ uso civile. Nelle guerre del passato invece, incluso il primo conflitto mondiale, l ’ impiego degli uo mini e degli animali da lavoro era indubbia mente prevalente. Il che rappresentava un im poverimento medio per l ’ economia del settore civile che vedeva ridursi la forza lavoro a di sposizione (con il conseguente incremento del livello medio dei salari reali) nonché registrava il ridursi dei già scarsi mezzi di produzione e dei manufatti necessari all ’ agricoltura e ai tra sporti. Non così accadde con la seconda guerra mondiale, soprattutto per gli Stati Uniti che beneficiarono di un ’ ampia riserva di forze pro duttive inutilizzate, e che furono in grado di produrre e mettere in campo, nell ’ arco di po chi anni, milioni di auto e camion, migliaia di tanks e aerei da caccia, armi queste che mecca nizzavano il conflitto, rendendolo così una guerra d ’ usura di mezzi oltre che di uomini. A questi vanno poi aggiunti l ’ armamento leggero individuale e soprattutto, per una sti ma più esatta, l ’ incremento eccezionale del rapporto fra capitale investito e unità combattente 74 . La guerra rappresentò quindi, per gli Stati Uniti, e solo per loro 75 , una tecnica essenzia le, non solo per sostenere il ciclo e la domanda effettiva 76 , ma anche per operare una rapida svalorizzazione del capitale costante con la ve locità dei progressi nella tecnologia indotti e pagati dal bilancio federale. E inoltre — que sto è il punto — per diffondere un modello merceologico e culturale arricchito rispetto al la dotazione di oggetti d ’ uso corrente fra gli strati sociali a basso reddito, anche negli Stati Uniti, fino alla fine degli anni Trenta 77 . «L ’ innovazione tecnologica ha avuto effetti
rilevanti sulle economie moderne — scrive Milward 78 — nel modificare l ’ ampiezza e la di stribuzione dell ’ industria, nel trasformare l ’ im portanza relativa delle diverse materie prime, nel mutare i modelli delle attività sociali e la vorative, nonché neH ’ aumentare il livello dei redditi». 12. La guerra ebbe inoltre il «merito» di ar ricchire il «parco» di quelle innovazioni pro duttive statunitensi che dopo il conflitto si af fiancheranno, come beni di consumo durevole di alta qualità, ai prodotti già sperimentati ne gli anni Venti (dalla aeronautica leggera e di li nea a tutta una serie di prodotti dell ’ elettroni ca, elettrotecnica, comunicazioni, prodotti chimici secondari, lavorazione dei prodotti ali mentari), nonché quello di indebolire allo stre mo i maggiori concorrenti degli Stati Uniti, e in primo luogo la Gran Bretagna, la Francia, la Germania e il Giappone 79 . Gli effetti di divaricazione fra le principali economie occidentali prodotti dalla guerra so no verificati dalla comparazione fra i valori del reddito nazionale (PNL e/o PIL), quelli della produzione totale e quelli del prodotto prò ca pite in un arco di tempo che va dal 1939 al 1945 80 . 13. Ma torniamo alle ipotesi sulle cause della stagnazione negli anni Trenta, e alle teo rie proposte. In effetti, sia Rostow che Kindleberger met tono il dito sul problema, anche se non centra no, né l ’ uno né l ’ altro, il nocciolo di relazione che unisce le due principali interpretazioni del la crisi, quella strutturista di Rostow e quella internazionalista di Kindlerberger. Entrambi questi autori, infatti, e con loro altri studiosi della Depressione e del New Deal, sembrano percepire solo uno dei due versanti di causalità (interna o internazionale), ma non traggono da questo la conseguenza concettuale che vede appunto nelle potenziali tà inespresse del modello basato nei consumi
zione totale (dato pari a 100 il 1939, nel 1945 tale indice era a 172, mentre quello del prodotto prò capite superava 161). Per un confronto significativo si tenga presente che il secondo paese in questa gerarchia era la neutrale Svezia che con indici pari a 120 e a 114 guidava il gruppo degli altri che erano attestati su livelli ancora inferiori.
74 M ilward (1977), pp. 168-207. 75 M ilward (1977), v. capitolo III, sullo sforzo produttivo dei vari paesi belligeranti (pp. 55-98). 76 B aran e S weezy (1965). 77 V atter (1967); L andes (1969); K en - drick (1961). 80 L andes (1969), tabella 55, p. 643 (ed. It., 1978); D enison (1974). Emerge in modo chiaro da questo esame, sia pure per grandi linee, che gli Stati Uniti sono stati di gran lunga l ’ unico paese fra quelli bellige ranti a registrare incrementi della produ 78 M ilward (1977), p. 170. 79 M ilward (1977), p. 172.
85
Made with FlippingBook - Online catalogs