Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
durevoli, e insieme nel ristabilimento di un si stema di restaurate compatibilità (moneta, scambi, capitali, ecc.) a livello mondiale, la chiave di volta di una stabile ripresa economi ca. A nostro avviso, infatti, l ’ uno (il modello industriale) senza l ’ altro (l ’ ordine economico internazionale) non avrebbe mai potuto funzionare 81 . 14. Su questo punto d ’ analisi andrebbero però fatte ricerche più precise e approfondite, al fine di verificare in che misura il governo fe derale fosse consapevole o meno di questa si tuazione. E possibile tuttavia azzardare fin d ’ ora l ’ ipotesi che anche i vari programmi di spesa di Roosevelt, e molte altre leggi «sociali» del New Deal, miravano a conservare (non ad espandere) il potere d ’ acquisto di quegli strati sociali colpiti dalla Depressione (la middle- class urbana), che erano i potenziali acquirenti dei beni di consumo durevoli 82 . In questo senso, pur senza immaginare alcu na pianificazione concettuale consapevolmen te gestita da parte del governo, non si può ne gare che il New Deal e Roosevelt mantennero in vita quelle «condizioni» di sopravvivenza del modello che permisero la ripresa successiva al secondo conflitto mondiale 83 . Ma in che cosa consistette questa azione go vernativa? E fino a che punto l ’ opera di Roose velt favori questa operazione? Sotto questo aspetto, l ’ azione governativa si sviluppò tanto in senso omissivo, quanto in senso più direttamente dispositivo. Ad esempio, la decisione presa dalla NIRA su indicazione di Roosevelt, di chiudere un oc chio (se non di sospendere de facto} l ’ applica zione dello Sherman Act e delle leggi Antitrust
durante il periodo della crisi 84, ebbe l ’ impor- tante effetto di sanare le situazioni potenziai- mente illegali che si erano verificate durante la seconda grande ondata di «mergers» degli an ni Venti 85 consolidando i processi di concen trazione del capitale. Accanto a provvedimenti di questo tipo vi furono però anche varie misu re «dispositive» vere e proprie. Oltre alla diffusione della «rivoluzione ma nageriale» e alla nascita di una nuova «ideolo gia» imprenditoriale 86 che riabilitava l ’ azienda monopolistica, il governo federale costrinse l ’ agricoltura in ceppi che fino al 1972 non fu rono più rimossi. L ’ istituzione della Agricultu- ral Adjustment Agency (AAA) raggiunse tutta via alcuni dei suoi scopi principali, riducendo drasticamente la manodopera nelle campagne, aumentando la forza lavoro disponibile per l ’ industria e i servizi, garantendo livelli di red dito adeguati per chi restava sulla terra, impe dendo il crollo dei prezzi delle derrate, intensi ficando la capitalizzazione, la meccanizzazio ne e la produttività della produzione agricola. L ’ amministrazione dette il via altresi ad una concezione del lavoro nella Pubblica Ammini strazione che assorbiva, almeno pragmatica- mente, i concetti di efficenza e produttività del settore privato per riassumerli nel settore pubblico 87 . Il ruolo giocato da Roosevelt, in questo arco di problemi, appare decisivo per comprendere la reale natura delle funzioni politiche svolte dall ’ Amministrazione. Va premesso anzitutto che ancora durante la campagna elettorale del 1932, nonostante il clima isolazionistico che sembrava prevalere, il futuro presidente, già fautore fin dall ’ immediato dopoguerra (1919) delle tesi wilsoniane e turneriane™ nonché
1978); R oose (1954); M usgrave (1979). 84 K indelberger (1973), p. 233. 85 B lair (1972). 86 B erle e M eans (1932). 87 Cfr. B lair (1972), p. 266 e fig. 11-1, p. 258; C handi . er J r . (1962) e (1977). In particolare, in C handler (1962) vedi i ca se studies (Dupont, Generai Motors, Sears and Roebuck, ecc.); A dams (1950, 1977). 88 Y ergin (1977); W illiams (1957), pp. 125-143. Scriveva quest ’ ultimo, già nel 1957, che «Roosevelt era sempre stato, per elezione, un turneriano in politica estera. Era convinto, salvo che per un breve inter ludio durante gli anni tra le due guerre, che la frontiera dell ’ America fosse il mondo». I pericoli di questa politica erano già presen ti, per le implicazioni d ’ ordine politico e perfino istituzionale, in Charles Beard, che attaccò Roosevelt molto duramente fin dal l ’ inizio degli anni Trenta. Per qualche rife rimento bibliografico relativo a Beard vedi in W illiams (1957) la nota 22.
81 Sarà sufficiente menzionare qualche esempio fattuale. Se si tiene conto del fatto che il livello mensile delle importazioni dei 75 paesi più significativi era passato, fra il gennaio 1929 e il gennaio 1933, da 3 mi liardi di dollari a meno di un miliardo, e che il mercato internazionale dei capitali in cui gli Stati Uniti fungevano da principale esportatore netto, era stato paralizzato fin dal 1928 daH ’ Amministrazione federale (K indleberger , 1973), e che lo Smoot- Hawley Tariff Act del 1930 aveva aggrava to le già forti tendenze protezionistiche di tutti i maggiori partners degli USA, allora si potrà agevolmente concludere che ogni ipotesi di rilancio dell ’ espansione, sulla ba se del modello «settori trainanti» era in quel periodo da considerare difficilmente praticabile. Vedi anche M usgrave (1979). 82 L eague (1939) e (1945), nonché D e - partment of C ommerce (1975), e ancora M usgrave (1979), per un ’ analisi disaggre gata dei consumi individuali e delle fami glie. 83 S antoro (1978); G ordon (1974,
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