Problemi della transizione 1980
Modello economico e New Deal
Nel senso che le nuove procedure tecniche d ’ intervento dello Stato nella gestione com plessiva del sociale miravano a riaggregare il consenso attorno alle élites dirigenti, soprat tutto a quelle che la Depressione aveva lasciato immuni o quasi dai suoi colpi (sostanzialmente i settori industriali produttori dei beni durevo li), riducendo nel contempo il potere di quelle frazioni del grande capitale, soprattutto ban cario e finanziario ma anche deH ’ industria di base, che erano uscite più malconce dalla crisi. Si potrebbe fra l ’ altro sostenere con qualche motivo anche che la scelta fatta da Roosevelt e dal New Deal a favore della «sindacalizzazio- ne» dei lavoratori andava proprio nella dire zione di favorire indirettamente il rafforza mento del capitalismo industriale «trainante», quello più capace cioè di sopportare oneri di costo maggiori, in quanto si trattava di attività a più alta produttività e a maggiore grado di ritorno del capitale, mentre indeboliva in pa rallelo le frazioni del capitale più obsoleto e meno flessibile, redistribuendo le aree di pote re e la loro divisione gerarchica. Conferma questa interpretazione anche la serie di misure di politica finanziaria e banca ria prese dal governo durante la fase Newdea- lista, iniziate con il Glass-Steagall-Banking Act del 1933, che, distinguendo nettamente le fun zioni degli istituti bancari fra operatori a bre ve, medio e lungo termine, restringeva l ’ am piezza di manovra che fino a quell ’ epoca aveva consentito alle banche commerciali di fungere da banche «miste», alla tedesca, selezionando drasticamente le condizioni d ’ accesso al credi to per investimenti. 18. Sul versante del governo dell ’ economia, invece, il «riformismo» del New Deal appari rebbe molto meno comprensibile, qualora non venisse letto alla luce di quell ’ interpretazione che abbiamo definito come della «terapia di mantenimento» del modello degli anni Venti. Le pur innovative «invenzioni» di politica macroeconomica del New Deal, come il pump priming e la spesa in deficit di bilancio, sem brerebbero infatti aver avuto una caratterizza zione essenzialmente «pragmatica», volta a tu rare le falle più visibili della disoccupazione di massa in certe aree del paese mediante un pro 106 S tein (1969); S weezy A. (1972); G ordon (1974, 1978), pp. 71-72. 107 S weezy A. (1972), citato anche da
gramma di lavori pubblici e di grandi infra strutture, piuttosto che non una funzione anti congiunturale precisa. In effetti queste iniezio ni di spesa pubblica non avevano dato luogo (almeno fino al 1938 quando consapevolmen te si comincia a spendere con l ’ obiettivo di sti molare l ’ economia considerandone gli effetti moltiplicativi) all ’ auspicato rilancio degli investimenti 106 . Gli effetti perversi di una politica economica sperimentale e grossolana d ’ intervento dello Stato nella gestione degli aggregati economici erano probabilmente il risultato di alcuni con dizionamenti tradizionali, di ordine sia cultu rale che politico 107 profondamente radicati an che nella maggior parte degli uomini del New Deal. In effetti, alcuni episodi della congiuntura americana di quegli anni testimoniano l ’ evi denza di siffatti sbandamenti. Lo stesso Roo sevelt era stato un fermo sostenitore, almeno sulle prime, del mito del pareggio di bilancio. Talché, quando assunse il timone della Casa Bianca nel 1933, uno dei suoi primi atti fu proprio quello di ridimensionare il livello delle spese correnti 108 . La contraddittorietà degli obiettivi era dun que all ’ ordine del giorno: da un lato si puntava alla restaurazione del pareggio contabile, men tre dall ’ altro si moltiplicavano le spese d ’ emer genza con effetti di deficit. Con tutta probabilità, l ’ interclassismo e il coacervo eterogeneo degli interessi che lo ave vano innalzato alla Presidenza, così come an che le contraddizioni e i conflitti presenti all ’ interno del grande capitale, lo costringeva no ad agire in modo che poteva essere giudica to oscillante. La genesi della recessione del 1937-1938, determinata anche da atti restritti vi giocati in ritardo (o in anticipo) rispetto alle necessità, confermerebbe la tesi del fallimento della politica economica del New Deal soste nuta da molti autori 109 e invece contrastata da altri 110 . 19. Tuttavia, il filo rosso di quella politica economica, cui Roosevelt demandava il vero metro di misura della validità della sua opera, andava ricercato nella capacità di gestire il lungo periodo di stagnazione che non avrebbe
G ordon (1974, 1978). 108 S tein (1969), p. 65. 109 G ordon (1974, 1978). 1,0 H ansen (1963); A dler (1965).
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