Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
potuto trovare, all ’ interno del sistema econo mico statunitense, e neppure nel solo Western Emisphere 111 , la soluzione dei problemi di espansione e di «globalizzazione». Concludendo, si può quindi sostenere che la mancata fase espansiva degli anni Trenta non potrebbe essere imputata al New Deal più di quanto la successiva accelerata ripresa, duran te il periodo bellico, possa essere attribuita all ’ illuminata guida di Roosevelt 112 . In effetti, era indispensabile che si verificas sero contemporaneamente due diverse e indi pendenti «condizioni» perché la dinamica del sistema economico statunitense esplodesse in tutta la sua portata. Da una parte era necessario che la domanda di beni di consumo durevoli (per la guerra e/o d ’ uso civile) lievitasse oltre i modesti limiti che il mercato interno americano, ridimensionato dall ’ equilibrio di sottoccupazione dei fattori, poteva consentire 113 . Dall ’ altra, però, il consolidamento postbel lico della ripresa della domanda stimolata dal la spesa militare non poteva avvenire se non a patto che l ’ accesso ai mercati esteri delle merci e dei capitali americani si liberalizzasse attra verso l ’ instaurazione di enti o meccanismi in ternazionali (Gatt, FMI, Piano Marshall, ecc.) capaci di fluidificare i rapporti d ’ interscambio. La superiorità indiscussa degli Stati Uniti in termini di prodotti innovativi, di capitali liqui di, di tecnologie, di potenza politica e militare, in un environment così bonificato, avrebbe allora potuto — come infatti accade — affer marsi definitivamente nel lungo periodo con trassegnando di sé un intero ciclo storico.
1.1 W illiams (1959), vedi in particolare il saggio «Thè Internationalization of Busi ness», pp. 127-161. 1.2 Per dati, tabelle e grafici sui maggiori indicatori vedi U.S. D epartiment of C ommerce (1969); nonché le tabelle A-B- C-D-E e 1-2-3 in M usgrave (1979). 1.3 K indleberger (1973), pp. 291-308; K urth (1979).
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