Problemi della transizione 1981
I partiti politici americani
sta elezione sarebbe cioè venuta alla luce una tendenza di fondo del comportamento elettorale americano dall ’ inizio de gli anni settanta a un «riallineamento critico» del sistema dei partiti, per adottare la terminologia proposta dal noto poli tologo Walter D. Burnham. Sarebbe cioè emersa con chiarez za la tendenza di alcuni importanti strati sociali a modificare la propria tradizionale identificazione di partito. Se questo comportamento elettorale si solidificasse in una nuova coali zione politica dominata dai repubblicani, allora i rapporti di forza tra i partiti potrebbero subire una modificazione di lungo periodo, inaugurando una nuova fase della storia poli tica americana. La terza opinione, infine, condivisa da osservatori negli ambienti giornalistici, universitari, da commentatori politici di varia estrazione culturale ed ideologica, ritiene che le pro fonde modifiche socio-economiche, che hanno determinato l ’ « instabilità» e la «volatilità» del sistema partitico ed eletto rale americano nell ’ ultimo decennio saranno ancora al lavoro per un lasso significativo di tempo con effetti perduranti. Partiti ed elezioni continueranno quindi a mostrare la stessa mancanza di equilibri stabili. Il risultato potrà essere una ac centuata debolezza di tutte le amministrazioni in carica, inca paci di soddisfare la somma di promesse e di aspettative rac colte nel periodo elettorale che le hanno portate in carica. Si realizzerebbe così l ’ opinione assai diffusa che la crisi premia le opposizioni al di là del loro segno politico-ideologico; i li neamenti di un nuovo equilibrio del sistema dei partiti ameri cani e dei comportamenti elettorali collettivi sarebbero anco ra di là a da venire, e comunque sarebbe impresa estrema- mente ardua scorgerne oggi i segni in mezzo all ’ instabilità prevalente. L ’ analisi del merito di queste opinioni deve necessaria mente prendere le mosse dalle basi sociali della tradizionale supremazia democratica del II dopoguerra: secondo la mag gioranza della sociologia politica americana, gli anni trenta avrebbero assistito all ’ emergere dei democratici nel ruolo di partito di maggioranza stabile nel paese (dopo che i repubbli cani avevano avuto la prevalenza dal tempo della Guerra Ci vile a metà dell ’ 800). Al centro della nuova coalizione sociale stava il voto operaio e urbano di classe (il termine è usato dai sociologi lipsetiani) a base etnica cattolica, industriale e sindacale che Roosevelt strappò alla disoccupazione degli an ni ’ 30. Intorno a questo nucleo si schierarono da una parte altri strati poveri urbani, marginali rispetto al mercato del la voro e sostenuti dal welfare; dall ’ altro il ceto medio intellet tuale e vasti settori di colletti bianchi spesso legati all ’ allarga mento della burocrazia pubblica derivante dall ’ incremento dei compiti dei poteri statali centrali e locali. A questa coali zione contribuiva poi costantemente il Sud che, per motivi storici (il partito democratico fu negli anni 1870-1890 il ca nale di ricostruzione della gerarchia a base razzista della re gione, il sistema cioè della «white supremacy», e rappresentò
Il sistema di partito postnewdealista
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