Problemi della transizione 1981
I partiti politici americani
da allora la tradizione dell ’ indipendentismo sudista), era sta to da sempre una regione caratterizzata da un monopartiti snio democratico. Questa coalizione dava ai democratici una stabile maggioranza in uno almeno dei due «strati» del siste ma politico-elettorale. Con questo si intende che vi erano po che grandi occasioni elettorali (l ’ elezione presidenziale, alcune elezioni senatoriali) il cui rilievo nella stampa, nei «media» nel dibattito pubblico, determinavano una oscillazione di vo to più accentuata, quindi una parità nelle probabilità di vit toria da parte dei candidati dei due partiti. Al contrario, nel la miriade di occasioni elettorali a cariche statali e locali che caratterizzano la vita politica americana, meno rilevanti nell ’ immagine pubblica, la identificazione tradizionale di par tito assumeva un rilievo prevalente, e qui i democratici gode vano di una maggioranza indiscussa. Nelle prime analisi di sociologia politica di Lazarsfeld ne gli anni quaranta, collocazione di classe e origine etnico- religiosa erano le determinanti essenziali nel decidere la iden tificazione di partito. Le linee di fondo di questo schieramento politico-elet torale, emerse negli anni trenta, si consolidarono nel «patto sociale» definitosi durante la guerra fredda. Secondo Bowles e Gintis, questo consistette in una modifica importante del terreno del conflitto sociale, che venne a focalizzarsi intorno allo stato, inteso come sede di lotta sulla distribuzione. In politica sociale ed economica, i «due capisaldi... furono l ’ im pegno per l ’ eguaglianza di opportunità sociali ed economi che... e la gestione della macroeconomia mediante tecniche keynesiane». Nella torsione conservatrice che gli indirizzi newdealisti subirono negli anni della guerra fredda, si definì quella «versione debole» del keynesismo che individua somi glianze e differenze tra gli assetti socio-economici di quel paese rispetto alle esperienze socialdemocratiche europee. Sul terreno del dibattito politico «venne così instaurato il lin guaggio della democrazia liberale... come strumento indi scusso del discorso politico. Gli strumenti organizzativi subi rono una trasformazione non meno profonda: i due principa li veicoli d ’ espressione degli interessi della classe operaia di vennero il partito democratico e il suo stretto alleato, il mo vimento sindacale. Determinante per l ’ accordo fu l ’ alto grado di controllo sulla base esercitato attraverso una struttura sin dacale centralizzata e burocratizzata. Negli anni cinquanta, con la crescita economica e il formarsi di nuove minoranze urbane (immigrazione nera, e di messicani e centroamericani di lingua spagnola), la connotazione sociologicamente classi sta del partito cominciò ad attenuarsi. L ’ allargamento dei settori di colletti bianchi legati all ’ espansione dei servizi e della burocrazia pubblica dava al partito una connotazione maggiormente «middle class» mentre anche le vecchie mino ranze «newdealiste» entravano spesso negli strati della media e piccola borghesia. Malgrado il moltiplicarsi dei gruppi rap presentati e la varietà degli interessi geografici, il cuore del partito restava tuttavia nelle grandi aree urbane industriali, dove rappresentava e mediava tra i settori più internazionali stici e razionalizzanti del mondo industriale e finanziario, le grandi centrali sindacali, l ’ esteso interventismo statale eco
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