Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

forte coalizione della fine degli anni settanta appare in grado di recuperare la forza maggioritaria dei democratici, non quella «sindacalista», vivacemente promossa dall ’ AFL-CIO, che sostiene una nuova centralità delle tematiche economiche e della cultura nazionalista e conformista, nè quella mcgover- niana che vorrebbe un abbandono del «conservatorismo» del movimento operaio organizzato, per puntare sulle minoran ze, i nuovi soggetti, la borghesia postindustriale. Il problema del partito democratico e la «fuga» delle sue componenti tra dizionali: verso i repubblicani (e in parte verso l ’ astensioni smo) da parte della sezione newdealista, e verso l ’ astensioni smo e, in parte, verso i terzi partiti da parte dei nuovi sog getti e della borghesia postindustriale. La diminuzione del 10% nella partecipazione al voto dalla metà degli anni ses santa è avvenuta nei settori di maggiore fedeltà democratica: la caduta del voto tra i giovani dà conto di un terzo circa della diminuzione complessiva; il resto è centrato nelle mino ranze urbane, tra i neri, tra i blue collars. Si tratta quindi di una difficile rincorsa in due direzioni che richiede una propo sta programmatica nuova, con priorità e obiettivi rinnovati che congiungano le diverse componenti del partito. Elettoral mente l ’ obiettivo consiste in un rialzo della partecipazione al voto, sia attraverso una nuova apertura del sistema politico a minoranze oggi quasi del tutto escluse (si tratta soprattutto delle minoranze di lingua spagnola, di importanza strategica nella nuova zona cardine del sud ovest, quasi completamente astensioniste e neppure registrate a votare. Questo comporta, per esempio, la soluzione dello status degli 8-9 milioni di im migrati illegali dal Messico e dal centro-America, che forma no i quadri operai dell ’ economia sommersa del sud-ovest e che hanno quindi nuove esigenze economico assistenziali). Si tratta d ’ altra parte di convincere al voto zone di elettorato (giovani, borghesia, postindustriale) che, ammessi legalmente a votare negli anni ’ 60 e ’ 70, hanno registrato dopo il 1972 (sconfitta del «loro» candidato McGovern) percentuali altis sime e crescenti di astensionismo. Ciò comporta invece scelte coraggiose in materia di ambiente, di qualità della vita, di di ritti delle minoranze, di costume. Queste ultime osservazioni non chiarificano che l ’ aspetto elettorale di un problema che mette in discussione l ’ identità sto rica stessa del partito democratico e che richiede una nuova sintesi politica, un problema di fronte a cui sembrano trovar si anche la maggior parte delle socialdemocrazie europee, dal cui travaglio cominciano forse ad emergere spezzoni di pro poste che superano il momento puramente difensivo della re cente, prolungata crisi.

BIBLIOGRAFIA

R.R. A lford , Party and Society, Thè Anglo-American Democracies, Chica go, Rand McNally, 1963. R. A lford , Class Voting in Anglo-American Politicai System, in S.M. L ip - SET and S. R okkan , Party System and Voter Alignments, New York, Free Press, 1967.

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