Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
comando: la maschera è l ’ articolazione metaforica dello spa zio semantico di una forza-invenzione che è paradossalmente costante proprio nel variare continuo delle sue figure. Nella parzialità di quest ’ ultime essa mostra le infinite possibilità combinatorie e interpretative di un negativo che stabilizza nel processo della metamorfosi qualcosa di certo per mantenere la separazione dell ’ «incerto», della forza creativa e distruttiva dell ’ incognita. È questo elemento della falsificazione liberante ad emergere dal dato ineliminabile del conflitto: esso ri-vela il carattere emigmatico di uno scarto permanente rispetto alla presunta normalità del dominio, che da differenza può svol gersi in antagonismo. La costituzione dello spazio reale del negativo, costellato da una nebulosa di segni che esprime la dinamica radicale del riconoscimento della multilateralità, è una pratica di trasformazione in cui la dislocazione delle po tenze conflittuali concretizza l ’ a/fegorào, lo spiazzamento del quadro teorico, così come lo stesso Benjamin sperimenterà nella Premessa gnoseologica a II dramma barocco tedesco. E proprio la creatività dell ’ incognita a sollecitare, nella varietà delle proprie figure, la pluralità degli approcci di un dinami smo metodico che nel ritmo costitutivo della ricerca e nei salti d ’ esposizione tenta di individuare la molteplicità in movimen to dell ’ antagonismo. L ’ analisi benjaminiana cerca appunto di cogliere le tracce della mobilità di un contenuto che non si la scia ricostruire come dato: l ’ operatività del suo intervento me todologico si confronta infatti con lo spiazzamento del quadro teorico provocato dalle modificazioni categoriali imposte da un orizzonte in spostamento, che consuma qualsiasi identifi cazione di aspetti del suo paesaggio. La dinamica del proces so, la dislocazione delle potenze conflittuali, travolge ogni pretesa conoscitiva del reale come rappresentazione del de finito. La costruzione interpretativa non può che essere per Benjamin, in questa prospettiva, esplosione concettuale, pro duzione di sempre nuove esposizioni dei risultati della ricerca, da sottoporre al criterio della pratica e della trasformazione. L ’ incognita porta in questa metodologia il sapore della distru zione e della crisi come premessa necessaria di una concezione attiva e creativa della critica; la ricerca assume il costituirsi di nuove forme dell ’ antagonismo nel tentativo di organizzare rappresentazione altre, dove la continuità-omogeneità della teoria possa essere spezzata dalla coscienza del salto, della «vera eccezione»: in questo spazio si dà e si produce rallegorico 13 4 .
1977, pp. 117-130. 14 II percorso teorico diviene così una continuata scoperta di nuovi mo menti di realizzazione e liberazione dell ’ incognita, che nel suo mostrarsi spiazza l ’ indagine, aprendo spazi suc cessivi per il godimento della multila teralità e differenza del reale.
13 B enjamin , Tesi di filosofia della storia in Angelus Nouus cit., p. 76. Su quest ’ ultimo testo benjaminiano (1940) cfr. AA.VV., Materialien zu Benjamins Thesen «Uber den Begriff der Geschichte», hrsg. von P. Bul- thaup, Suhrkamp, Frankfurt am Main, 1975. Stimolanti osservazioni su questo volume — che raccoglie saggi di H. Schweppenhàuser, H. Marcuse, T.W. Adorno, G. Men- sching, K.R. Greffrath e altri — si trovano in F. D esideri , Critica dell'«apparenza storica» nell ’ ultimo Benjamin, «Metaphorein», n. 1,
90
Made with FlippingBook - Online Brochure Maker