Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
te. I processi psicodinamici prospettati dalle prime due ipotesi hanno facile presa su un terreno predisposto, e cioè su una sessualità non più preminente investita sul rapporto col partner. Il presentarsi di una patologia organica, an che di quella non realmente minacciosa per la gravidanza, contribuisce sicuramente a deter minare la riduzione della vita sessuale. Vi so no inoltre solidi indizi che la patologia mino re influisce per come è vissuta e interpretata dalla gestante, per cui si può inferire che la patologia organica può forse provocare ansie depressive e persecutorie ma sicuramente raf forza e riacutizza ansie preesistenti. È risultato infine documentato che alla ri duzione della frequenza coitale e del soddisfa cimento cointribuisce anche la inadeguatezza del partner a far fronte alla nuova situazione con gli adattamenti anche tecnici che richiede. Una menzione a parte meritano i risultati concernenti il ruolo del ginecologo. Due dati sono di particolare rilievo: da una parte l ’ estrema parsimonia d ’ interventi quanto a consigli e direttive di ordine sessuologico; dall ’ altra la scarsa incidenza che gli eventuali consigli hanno sulla vita sessuale. A questo proposito è da ricordare il risultato parados sale che i consigli di astenersi dai rapporti sembrano avere minore effetto riduttivo che i consigli di non astensione. In breve, i consigli del ginecologo, quando sono dati, o sono inefficaci o hanno comunque un effetto de pressivo sulla sessualità, e ciò probabilmente perché anche quando non consiglia l ’ astensio ne il ginecologo tende ad accompagnare il «permesso» con tali raccomandazioni che fi nisce con l ’ essere scoraggiante. Di fronte alle ansie della gravidanza che, come si è ben vi sto, si ripercuotono elettivamente sulla ses sualità, il ginecologo non sembra porsi come oggetto controfobico, ma al contrario sembra agire come istanza repressiva e super-egoica 1 . Un diverso modo per sintetizzare i risul tati può essere quello di delineare il profilo della donna meno soggetta a rinunciare rapi damente alla sessualità in gravidanza. E infat ti possibile ricavare delle indicazioni in tal senso utilizzando le variabili che abbiamo tro vato più strettamente associate alle variazioni della sessualità. La donna che ha più probabilità di voler soddisfare e di riuscire a soddisfare le proprie esigenze sessuali almeno nei primi due trime
stri di gravidanza è una donna giovane (sotto i trent ’ anni) e ancor meglio giovanissima, ma soprattutto unita stabilmente col partner da non troppo tempo (meno di 5 anni), con un partenr nè giovanissimo nè anziano (fra i 21 e i 30 anni); la sua vita sessuale prima della gravidanza è stata intensa (più di 3 rapporti in media per settimana) e soddisfacente; forse lavora come operaia; non ha avuto aborti spontanei nè altri incidenti ostetrici in prece denza, ma può avere malattie potenzialmente influenti sulla gravidanza; comunque in gravi danza si sente fisicamente bene ed obiettiva mente non è affetta da disturbi seri; sia lei che il partner sono in grado di accettare attività sessuali alternative al coito «normale»; non teme di abortire e non teme di danneggiare il feto o di soffrire lei stessa nel rapporto ses suale; il grado di istruzione, l ’ atteggiamento religioso e la situazione familiare sono irrile vanti. Essa però deve temere, soprattutto se alla prima gravidanza, la propria conflittuali tà circa la maternità, e l ’ ansia e la patologia minore della gravidanza che ne possono con seguire. La giovane età e la freschezza del mé nage sessuale da una parte e la nulliparità dal l ’ altra costuiscono dei fattori frequentemente antagonistici. È più difficile definire il profilo della donna a più alto rischio di decadimento per la vita sessuale in gravidanza, perché le condizioni che sembrano deprimere la sessualità sono molteplici e non abbastanza coerenti per po terle inquadrare in una struttura unitaria. Possiamo però scorporare alcuni tratti schematici: è una donna abbastanza anziana (oltre 30 anni), sposata da parecchio tempo (da oltre 8 anni), peggio se casalinga, con una vita sessuale già depressa prima della gravi danza, con esperienze di rapporti anorgasmi- ci, non si sente bene ed obiettivamente la gra vidanza è contrassegnata da una patologia anche seria e ancor più da una reale minaccia d ’ aborto; si preoccupa dei disturbi che lamen ta al di là della loro obiettiva portata; teme di abortire e di danneggiare il feto ed è timorosa nei rapporti sessuali; gli adattamenti sessuali allo stato gravidico sono passivi e limitativi. Il confronto fra questi due tipi di donne può parere impietoso a sfavore della più an ziana; a questo proposito gioverà anzitutto ri cordare che si tratta di risultati di un ’ indagine statistica, rappresentati da correlazioni di en tità abbastanza modesta, e che pertanto espri mono soprattutto delle tendenze comporta mentali; inoltre, e vale la pena di sottolinear
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