Problemi della transizione 1981
La vittoria di Mitterand
vilegiato di consensualità moderata, hanno votato non tanto in favore di Mitterand quanto contro Giscard d ’ Estaing. Il presidente sconfitto ha pagato anche, in una certa mi sura, il prezzo di ventitré anni di potere sempre più conser vatore: al termine dell ’ arco cominciato con lo sconvolgimen to politico del 1958 (morte della Quarta repubblica parla mentare e nascita della Quinta semipresidenziale) Giscard d ’ Estaing ha subito gli effetti del logoramento di un progetto ch ’ egli aveva portato alle sue conseguenze più negative per lo sviluppo del normale gioco democratico. Infine — e con ciò avremo sgombrato il terreno da alcune cause importanti ma non decisive — egli non ha saputo sfruttare politicamente nè la crisi e la rottura dell ’ Unione della sinistra, nè quella suc cessiva insorta all ’ interno del partito socialista essendo pro babilmente convinto che la somma delle due crisi gli avrebbe automaticamente rinnovato il mandato presidenziale poiché la sinistra, in quelle condizioni, non poteva costituire nè un ’ alternativa nè una semplice speranza di rinnovamento. E veniamo alle ragioni di fondo. La prima ci sembra es sere la crisi di quel blocco politico e sociale formatosi attor no a Giscard d ’ Estaing nel 1974 allorché il gollismo aveva esaurito la sua capacità di coagulazione di tutte le forze bor ghesi e aveva accettato, volente o nolente, di passare il pote re al beniamino della grande borghesia, Giscard d ’ Estaing. È in quel periodo che il centro — composto dai cattolici e dai radicali tradizionali — rimasto per lunghi anni ostile al golli smo, aveva aderito alla nuova maggioranza presidenziale permettendo a Giscard d ’ Estaing di sconfiggere Mitterand at traverso l ’ assorbimento di tutte le riserve elettorali disponibi li. All ’ origine della crisi c ’ è, nel 1976, una incompatibilità o rivalità tra il leader gollista Chirac, capo del governo, e il presidente della repubblica che nutre un progetto politico ambizioso ma non impossibile: approfittare della crisi dell ’ Unione della sinistra, i cui sintomi sono già evidenti nell ’ evoluzione dell ’ atteggiamento del PCF verso il PS, per sbarazzarsi dell ’ alleato gollista e per formare una grande coa lizione giscardiano-socialista, ma con un partito socialista nel quale dovrebbe prevalere, come conseguenza del fallimento della strategia unitaria mitterandiana, la corrente riformista e tecnocratica che fa capo a Michel Rocard. Questa rivalità, che andrà inasprendosi col tempo e si prolungherà fino alla campagna elettorale del 1981 con risul tati catastrofici per Giscard d ’ Estaing, cela in realtà qualcosa di più profondo e di più grave. Essa è il riflesso del dubbio, eppoi del netto distacco di una parte della borghesia nei con fronti dell ’ efficacia della politica anti-crisi di Giscard d ’ Estaing e del suo primo ministro Raymond Barre che favo risce il grande capitale multinazionale, le grandi concentra zioni industriali, per farne la testa di ponte competitiva della Francia esportatrice sui mercati internazionali, a danno della piccola e media industria che opera essenzialmente su un mercato interno impoverito dall ’ inflazione e dalla pressione sui salari, dei ceti medi salariati, dei commercianti, degli arti giani, insomma di quella «Francia centrale» che era pur stata l ’ obiettivo di conquista del giscardismo. In altre parole il
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