Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

abitative a carattere pubblico, ci costringerà però ad una revi sione più generale del dimensionamento residenziale nel co mune di Roma. A diversi livelli di intervento urbanistico ma tura, dunque, la stessa indicazione: la necessità di riassetto circoscrizionale, la strategia del recupero urbano da usare per l ’ edilizia economica, l ’ esigenza di un concreto riequilibrio alla dimensione metropolitana, tutto ciò spinge ad operare una so stanziale riduzione delle previsioni abitative del piano regola tore. Alla conclusione di questa riduzione sostanziale non si ar riva oggi, quindi, sulla base di una astratta disputa morfologi ca o di una contrapposizione fra disegni di piano con etichette ideologiche diverse: ma al contrario sotto l ’ incalzare di con crete operazioni urbanistiche, che sono già in corso, allo stu dio o di riconosciuta urgenza. E noto, del resto, che la stessa decisione di formare un nuovo piano per l ’ edilizia economica e popolare è stata presa dalla Giunta dopo aver saggiamente scartato la possibilità di utilizzare una quota consistente delle residue previsioni del vecchio piano adottato nel 1964: e in modo particolare avendo deciso di cancellare le previsioni re sidue poste al centro dell ’ Agro Pontino e alle pendici dei Ca stelli. Come sarebbe possibile, allora, in questo come in altri settori, decidere per l ’ eliminazione delle previsioni pubbliche, senza fare altrettanto per le contigue previsioni private? Siamo di fronte al nodo gordiano dell ’ urbanistica romana, al problema irrisolto intorno al quale abbiamo girato per anni senza mai deciderci ad affrontarlo nei tanti piani proposti o subiti. Siamo di fronte alla concezione essenziale di tutti i pia ni regolatori romani, il gigantismo previsionale, all ’ ipoteca che la rendita fondiaria urbana ha sempre mantenuto sullo sviluppo della città. Torniamo dunque a misurare le scelte per lo sviluppo di Roma con il metro che permise oltre venticin que anni fa, proprio partendo da Roma, il salto qualitativo della cultura e della politica urbanistica democratica: e la veri fica delle scelte urbanistiche, fatta alla luce dei meccanismi del regime immobiliare privatistico, ci dà piena conferma delle conclusioni raggiunte con l ’ analisi operativa. Le premesse di questa decisione coraggiosa sono rappre sentate dalle politiche innovative iniziate e portate avanti dalla Amministrazione comunale di sinistra in campo urbanistico: l ’ ultimo passo da compiere è certamente il più difficile, ma è anche quello capace di dare organicità e coerenza a quelli compiuti fin ’ ora.

130

Made with FlippingBook - Online Brochure Maker