Problemi della transizione 1981
Farmaci e cultura sanitaria
di Cesare Fieschi
All ’ interno della spesa sanitaria, nel nostro paese, la spe sa pubblica per i medicinali rappresenta una quota del 16%, che si è andata riducendo nel corso degli ultimi anni e non è destinata ad aumentare nel 1980. Non si tratta di una per centuale più elevata che in altri paesi. Tuttavia in cifre asso lute la spesa pubblica per i farmaci rimane elevata, e va som mata alla spesa privata per l ’ acquisto di medicinali (ISIS 41, 14, 1979). Pe chi lavora oggi negli ospedali, appare evidente come ci siano altri aspetti del problema salute che devono essere af frontati con più energia. Dal punto di vista economico, pesa certamente di più la perdita lavorativa per mancati interventi preventivi e terapeutici, la durata eccessiva delle degenze, la ripetizione incredibile di esami diagnostici. I farmaci però rappresentano ancora un grosso mercato, talché la loro pro duzione, propaganda (oggi chiamata informazione), prescri zione e vendita sono determinate almeno altrettanto da leggi di mercato quanto dagli aspetti più strettamente scientifici e sanitari. Gli esempi sono molti, e ne daremo alcuni: — i farmaci per malattie «rare» come, ad esempio, certe forme tumorali, malattie del sangue, non trovano incentivi economici altrettanto stimolanti quanto i farmaci per i di sturbi più diffusi. La ricerca e la commercializzazione in que sto settore subiscono quindi ritardi e richiedono l ’ impegno di agenzie pubbliche. — nuovi farmaci per malattie come l ’ epilessia, dove il mercato è relativamente saturo e non vi è spazio per incenti vare il consumo, subiscono simili ritardi di ricerca e commer cializzazione e — parimenti — richiedono il sostegno di enti pubblici per promuoverne lo sviluppo tuttora possibile. — al contrario ci sono molti settori nei quali la promo zione è più facile e che subiscono di conseguenza spinte pro mozionali non sempre scientificamente giustificate. In altre parole, il costante miglioramento del prodotto — dato che alla qualità è legato almeno in parte il profitto — è solo uno dei fattori che promuovono il consumo dei farmaci, elemento ultimo e determinante del profitto stesso. C ’ è però una differenza apparentemente fondamentale fra il prodotto «farmaco» ed altri oggetti di consumo. Questo fattore è rappresentato dalle due figure professio nali — il medico e il farmacista — che sono mediatori fra le richieste del produttore e quelle del consumatore e che do
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