Problemi della transizione 1981

Farmaci e cultura sanitaria

alla proposta di pubblicare quando volessi altri articoli che contenessero notizie di mio interesse, alla promessa — poi mantenuta per qualche tempo — di mettermi su una lista ne ra dell ’ agenzia giornalistica per notizie di attività a cui avessi partecipato. Oggi credo che la cultura, sia medica che giornalistica, in questo campo sia molto migliorata, e che la consapevolezza dei termini reali del problema dei farmaci, smitizzato dalle troppe posizioni precostituite, sia trionfalistiche che negative, sia ben presente. L ’ inizio degli anni ’ 80 venne salutato anche dal Corriere della Sera (B. Lucisano, giovedì 27 dicembre), con due frasi significative come le seguenti: «La ricerca si in terrogherà se è utile un investimento di miliardi per scoprire un farmaco che non migliorerà molto la salute pubblica, ma anche il medico si chiederà, al momento di prescrivere un farmaco, se non sia meglio consigliare al paziente un solo prodotto anziché dieci e, tra i farmaci efficaci, prescrivere quello che costa meno». Un ’ affermazione del genere non sa rebbe stata assolutamente possibile all ’ inizio degli anni ’ 70. Resta tuttavia vero anche oggi il bisogno, la necessità di usa re tutti i canali disponibili perché la promozione della salute parta dalla conoscenza (valutazione dei bisogni, analisi delle risorse, ricerca bio-medica) anziché dai miti. Qui si innestano altri elementi di razionalizzazione, e fra questi, in primissimo luogo, una diversa e ben più appron- fondita preparazione dei ricercatori e dei medici neo-laureati, in campo terapeutico: ma dovremmo aprire un altro discor so, sulla riforma della ricerca scientifica e del curriculum de gli studi medici, che tutti sentono ormai matura e indilazio nabile.

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