Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

triangolare statalizzato». Di fronte ad un modello statalizzato che chiede ai sindacati una politica di austerità gestita a livello statale, c ’ è stata una rottura del contratto e una ripresa di combattività ambigua da parte della classe operaia, ad un tempo corporativa ed ostile alle tesi del partito laburista. La crisi del partito laburista inglese maturata attraverso queste lotte è molto più grave della crisi dei socialdemocratici svede si, in quanto si tratta della crisi dello stato keynesiano costrui to dal partito laburista a partire dalla Grande Politica del 1945 e 1951. In Inghilterra l ’ attacco conservatore è passato perché c ’ è stato un indebolimento dei rapporti fra il Labour Party e la classe operaia. È andato in crisi un modello che era del resto già stato corretto nell ’ ipotesi di un inglobamento dall ’ alto della classe operaia nello Stato. Dunque, rispetto al partito svedese che non vede una crisi come partito, il Labour Party vede una crisi di partito; direi che è una crisi di democrazia di partito. Non c ’ è stata solo la scissione, ma c ’ è stata anche una fase molto lunga di crisi di democratizzazione dove la questione di fondo era quella del l ’ identità storica del Partito Laburista. Identità storica nel sen so che tutto il dibattito, tutta la crisi — che è veramente crisi della forma partito — si è polarizzata sulla questione costitu zionale. Come è noto il L.P. è suddiviso in tre componenti: il gruppo parlamentare, poi vi è ciò che si può chiamare il «par tito dei sindacati», infine il partito dei militanti (minoritario). La critica è venuta dal partito dei militanti e dal partito dei sindacati contro l ’ autonomizzazione del gruppo parlamentare, ovvero del personale di governo dello Stato. Attraverso questo dibattito costituzionale veniva messa in questione l ’ identità politica del partito laburista e c ’ è stato uno spostamento a si nistra. Il problema, si è affermato, è quello di ridare una auto nomia di elaborazione al partito contro la sua statalizzazione. Quindi al fondo una crisi di partito come tale. Questa radica- lizzazione è caratterizzata non soltanto dalle scelte sui proble mi del disarmo, ma anche dai programmi di rinnovamento de mocratico dello Stato, di riforme di struttura, di nazionalizza zione. Ma tutto questo non mi sembra profondamente rinno vatore sui problemi fondamentali di ciò che si potrebbe chia mare la risposta «keynesiana di sinistra» alla evoluzione post- keynesiana del capitalismo contemporaneo. E un programma in un certo senso classico della sinistra: le nazionalizzazioni erano contenute nel programma del 1963 e anche nei pro grammi, molto più radicali, degli anni precedenti la guerra mondiale. La crisi del partito laburista si manifesta nell ’ inca pacità di dare risposta ai movimenti sociali e alle esigenze del la propria base. Incapacità che ha portato ad una vera e pro pria crisi di partito. Da questa crisi sono maturate ipotesi di sinistra che devono misurarsi con una ristrutturazione della destra in termini di una «rivoluzione conservatrice».

Il caso tedesco

Veniamo al caso tedesco. Qui vi è una crisi delI ’ SPD ri spetto alla propria base operaia, anche se i rapporti sindacato- partito sono tuttora molto forti. Vi è stato tuttavia un proces so di autonomizzazione del sindacato, come si è visto nelle

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