Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
centrato, non diluito in un tempo lungo, con una forte presen za di ceti medi legati allo Stato e all ’ urbanizzazione e accom pagnato da modificazioni rapide della classe operaia le cui lot te hanno posto anche obiettivi di controllo della produzione e non solo salariali. Questo tipo di processo ha creato una base sociale larga per dei partiti socialisti che non sono strutturati principalmen te sulla classe operaia. Questi partiti socialisti non hanno una strutturazione di tipo economico-corporativo né una struttura a tre livelli come quella che ha caratterizzato l ’ idea stessa delle socialdemocrazie, ovvero una politica di massa a tre livelli: sindacato di massa, partito elettorale dominante e organizza zione della società civile (cooperative, servizi sociali dello Sta to). Ma proprio per questo si sono rivelati più adatti alla real tà specifica di queste aree. Accanto ai caratteri dello sviluppo capitalistico vanno tenuti presenti anche alcuni processi ideo logici e culturali. I partiti socialisti dell ’ Europa meridionale presentano al proprio interno un importante pluralismo ideo logico; vi coesistono correnti marxiste, correnti riformiste, correnti cristiano-comunitarie, molto sensibili a rivendicazioni di autogestione e di nuovi modi di vita. Grazie a queste carat teristiche essi hanno potuto assorbire, in modi diversi, deter minate tensioni culturali ed ideali che si sono manifestate negli ultimi anni. Un discorso particolare, in questa prospettiva, dovrebbe essere fatto sulla crisi dell ’ integralismo cattolico. Non è un caso che c ’ è stato il rafforzamento dei partiti sociali sti nei paesi dove ci sono i partiti comunisti e dove ci sono for ze cattoliche, non protestanti. Dalla crisi dell ’ integralismo cat tolico sono uscite forze che si impegnano nelle lotte per il so cialismo, per l ’ emancipazione. Così come c ’ è stato un rappor to tra il protestantesimo ed il capitalismo (M. Weber), mi do mando se non ci sia un legame poco studiato tra l ’ ideologia e i valori del cristianesimo e le scelte socialiste. La crisi dell ’ inte gralismo della Chiesa ha condotto al recupero di una tradizio ne che non è individualista come il modello protestante (è me glio avere la legge all ’ esterno di se stessi per poter protestare e sovvertirla, che non averla all ’ interno di sé). Il recupero di questi valori «comunitari» che possono tradursi nella prassi sociale, è stato attuato con particolare evidenza in Francia dal PSF. Il terzo punto riguarda il tipo di democratizzazione — e questo vale soprattutto per la Spagna e la Grecia — incomple to, controllato dalla borghesia, che si è verificato in questa so cietà. Questo tipo di uscita dalla dittatura ha favorito i partiti socialisti (PSOE spangolo e PASOK greco), e in un certo senso ci si è fatti delle illusioni sulle potenzialità radicali e democra tiche nei paesi dell ’ Europa del Sud. Ultimo punto: credo che la dinamica stessa della crisi — la disoccupazione, la paura del futuro, la divisione della classe operaia — abbia rafforzato ovunque l ’ esaurimento di progetti di trasformazione radicale che non appaiono più né alternativi, né possibili. Riguardo al le tendenze più generali, si assiste alla crisi di tutti i modelli al ternativi e in particolare la crisi di credibilità dell ’ immagine del socialismo reale. Ora, alla dinamica dei partiti socialisti corrisponde la difficoltà dei partiti comunisti ed anche dell ’ eu rocomunismo come fase di risposta dei partiti comunisti alle proprie difficoltà. C ’ è, insomma, una doppia crisi: una crisi di
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