Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

tà, la critica deve farsi storia, il passato deve essere interpreta to nei suoi contrasti e ricondotto alle antinomie del presente 3 . In opposizione agli ideologi, scriverà, noi «ci mettiamo in atto di chi voglia intendere una situazione, riandando obiettiva mente le ragioni, i modi e le condizioni del come essa s ’ è fat ta» 4 . E più specificamente aveva affermato che in virtù della «nuova concezione storica» contenuta nel Manifesto «il co muniSmo cessando dall ’ essere speranza, aspirazione, ricordo, congettura o ripiego, trovava per la prima volta la sua ade guata espressione nella coscienza della propria necessità; cioè nella coscienza di esser l ’ esito e la soluzione delle attuali lotte di classe. .. In tale concezione storica è tutta la dottrina del co muniSmo scientifico... Intendere la storia diventava da quel punto in poi la cura principale dei teorici del comuniSmo» 5 . Non bastava a questo fine l ’ analisi scientifica della genesi delle forze in campo e del loro atteggiarsi e intrecciarsi? Qual è propriamente in questo contesto di pensiero l ’ ufficio della narrazione, della «esposizione piena», come altra volta la chiama, del racconto? La risposta è in Labriola stesso, ad esempio, nel suo ripetuto e ammirato riferirsi a II diciotto Brumaio di Luigi Bonaparte, che «fu il primo tentativo di pla smare la nuova concezione storica nel racconto di un ordine di fatti, che sia chiuso in termini di tempo precisi» 6 . In questo «racconto» circostanziato, sottratto a schemi generali, ciò che soprattutto è rilevante è il nesso fra gli «indici passionali, ora- torii, parlamentari, elettorali e simili» e l ’ «intimo ingranaggio sociale», gli interessi delle classi e dei ceti 7 . E dunque il nesso fra struttura e sovrastruttura, dei quali termini Labriola inten de persino angosciosamente il limite di una insuperata mecca nicità, se appunto non siano calati e fusi nella concretezza del la storia. E dunque, lotta contro le teorie risorgenti dei fattori storici 8 , e contro la presunzione che l ’ ideologia sia «una pura parvenza» 9 , e che si possa «distrarre il fatto accaduto dal mo do del suo accadimento», e «discioglierne la integrità circo stanziale per via di una analisi postuma» 10 . Il «sapere concreto e positivo» non può essere conseguito in definitiva se non attraverso la conoscenza adeguata dei fatti storici 11 . Sarà un assillo di Labriola dar vita a questa pratica della conoscenza storica. Non solo nelle lettere private, ma nel secondo saggio non si trattiene dal promettere di «recare una qualche effettiva narrazione storica» 12 , mentre il suo inte resse per l ’ argomento giunge a fargli progettare un saggio dal titolo «storia narrata e materialismo storico» 13 . 3 A. L abriola , Da un secolo all ’ al tro, ivi, p. 349. 4 Ibidem, p. 342.

E ciò finora è accaduto una sola vol ta, nel 18 Brumaio di Marx». Lettera a Engels del 16 agosto 1894, in La corrispondenza di Marx e Engels con italiani. 1848-1895, a cura di G. D el Bo, Milano, 1964, p. 550. 7 In memoria del Manifesto dei co munisti, cit., p. 39. 8 Ibidem, p. 53 9 Del materialismo storico ..., cit., p. 82.

5 A. L abriola , In memoria del Ma nifesto dei comunisti, ivi, pp. 17, 28. 6 Ibidem, p. 39. «Ma il busillis sta qui — aveva scritto ad Engels — : che la storia è appunto Darstellung e nar razione, e non sempre teoria morfo logica. Bisogna giungere, insomma, a raccontare la storia sotto l ’ aspetto della concezione materialistica, ma raccontarla: se no si rimane sempre nel dualismo di storia e spiegazione.

10 Ibidem, p. 83. 11 Ibidem, p. .110. 12 Ibidem, p. 154.

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