Problemi della transizione 1981

La corsa agli armamenti

ne disporrà, aprono anch ’ essi la strada a una strategia aggres siva; nella stessa direzione opererebbe la diffusione su larga scala di rifugi antiatomici. 5. Missili precisi di media gittata, come i Cruise e i Per- shing II, collocati in Europa, destabilizzano la situazione stra tegica, perché rendono vulnerabili molte delle basi di ICBM dell ’ Unione Sovietica. I Pershing II, in particolare, potendo raggiungere l ’ obiettivo in pochi minuti (mentre per gli ICBM sono necessari 20-30 minuti), riducono paurosamente l ’ inter vallo di tempo disponibile alla parte che si ritiene attaccata per valutare se un segnale di attacco nemico è dovuto a errore e per bloccare l ’ allarme prima di scatenare la ritorsione nu cleare. Per capire le preoccupate reazioni sovietiche, ricordia mo le reazioni americane al tempo della crisi cubana dei missi li (ottobre 1962): allora gli Stati Uniti vietarono all ’ URSS di installare missili nucleari a media gittata nell ’ isola dei Caraibi, proprio per garantire la sicurezza del loro territorio nazionale. 6. I missili da crociera inoltre, potendo essere costruiti eludendo i controlli, rendono più difficili gli accordi interna zionali sulla limitazione degli armamenti. La corsa agli arma menti nucleari può allora diventare inarrestabile. 7. Sta continuamente aumentando il numero di paesi che posseggono armi nucleari, e spesso questi paesi sono retti da governi instabili, in zone strategiche sottoposte a forti tensioni politiche e militari. Il raid israeliano sul reattore iracheno è in dicativo a questo proposito. A questi punti bisogna aggiungere che gli errori umani e strumentali non sono del tutto eliminabili, che diventano più probabili coll ’ ampliarsi del numero e del tipo di armamenti 26 ; come si è detto, ravvicinarsi delle basi di lancio agli obiettivi rende più difficile valutare in tempo utile se un allarme è do vuto a un reale attacco nemico o semplicemente a un errore. Per concludere, questo rapido elenco di elementi di rischio dovrebbe convincere ogni persona che la situazione oggi è molto più grave che nei decenni passati e va rapidamente peg giorando, forse in modo irreversibile 27 . Per un lungo periodo la pace nucleare si è basata: a) sul l ’ equilibrio del terrore, cioè sull ’ esistenza, per ciascuno dei due blocchi, di una riconosciuta capacità di distruzione reciproca, anche in caso di attacco unilaterale improvviso e massiccio; b) sulla chiara distinzione fra armi convenzionali e armi nucleari; c) sull ’ esistenza di trattative per il controllo e la limitazione degli armamenti nucleari; d) sul controllo delle armi nucleari da parte delle grandi potenze. Gli sviluppi tecnico-militari de gli ultimi anni hanno ridotto in vario modo e misura queste pur insufficienti garanzie: oggi una guerra nucleare non è più solo una oscura, lontana minaccia.

26 L.J. D umas , Human fallibility and weapons, «Bull. Atomic Sci.», novembre 1980, p. 15; «New Scien- tist», 26 giugno 1970, p. 375; Acci- dental War: Some Dangers in thè 1960 ’ s. Atti del Congresso, 12 agosto 1960.

27 F. B arnaby , lnevìtable conflict, «New Scientist», 23 agosto 1979, p. 581.

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