Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

Considerazioni conclusive

A parte l ’ enormità di questa «overkill capacity», ancora più grave è il fatto che le strategie di contrattacco e di opzione nucleare limitata spingono a una corsa senza fine, rendono maggiore il rischio di guerra nucleare e più difficili gli accordi. L ’ atteggiamento esplicitamente aggressivo della nuova ammi nistrazione americana certo non attenua queste preoccupazio ni. È probabile che uno degli obiettivi dei piani di riarmo de gli USA sia quello di costringere l ’ URSS a uno sforzo econo mico estenuante per mettere in difficoltà la sua più debole economia e allontanare la soluzione dei suoi numerosi proble mi interni 25 . Ma gli interessi dell ’ Europa Occidentale, anche su questo punto, divergono da quelli degli Stati Uniti. Vediamo ora di schematizzare gli elementi che emergono da questo breve e insufficiente excursus. 1. Per molto tempo, sia pure con alcune eccezioni (ricor diamo la teoria della «tigre di carta») l ’ opinione pubblica mondiale è stata abituata a credere che la guerra nucleare è impensabile, che il suo costo è tale che non possono esserci né vincitori né vinti ma una generale distruzione, che la corsa agli armamenti è solo un modo di dissuadere il blocco avver sario. Oggi la possibilità di combattere una guerra con armi nucleari è accettata anche a livello ufficiale. Ancora un solo dato per chiarire ciò: i vecchi missili, imprecisi, erano armati con bombe da 10 megaton, una potenza terrificante (700 vol te le prime bombe A), giustificabile solo in una stretegia di ri torsione; negli ICBM e SLBM più moderni si è scesi di un fat tore 100, nella prospettiva di attaccare selettivamente obiettivi militari (pre-emptive strike). Riportiamo a questo proposito un passo dalla dichiarazione sottoscritta recentemente da mol tissimi fisici italiani: «È infatti nella prospettiva di una guerra nucleare limitata che si sviluppano armi il cui scopo appare piuttosto quello di combattere una guerra nucleare sul campo che quello di dissuadere dall ’ inizio di una tale guerra». 2. Le armi nucleari tattiche e in particolare la bomba N favoriscono la convinzione che il loro impiego limitato in una situazione di tensione internazionale non scateni una ritorsione su vasta scala. Esse riducono cioè la soglia che ha sempre se parato nettamente armi nucleari e armi convenzionali e tendo no a rendere accettabile l ’ idea di una guerra parzialmente nu cleare. 3. Lo sviluppo di tecniche di individuazione dei sottoma rini nucleari avversari in immersione, rendendo vulnerabile la più solida delle «gambe» della triade strategica, indebolisce le possibilità di ritorsione e aumenta l ’ illusione di poter sferrare il pre-emptive first strike. 4. I mezzi di difesa antimissilistica (missili terra-aria ABM, fasci di particelle e laser di grandissima potenza, oggi allo studio), garantendo una relativa sicurezza al blocco che

25 C.F. von W eizsàcker , «Die Zeit», 16 novembre 1979; D. H ea ley , «Thè Sunday Times», 20 set tembre 1981.

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