Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

L ’ editoria scientifica ed educativa

no in altre cittadelle del sapere per sottolinea re il valore generale delle scoperte scientifiche mettendone in rilievo corollari «filosofici» e derivate metodologiche, oppure messaggi in viati ai potenti della politica e dell ’ economia per ottenere più soldi. 4. Messaggi rivolti ad altri scienziati per affermare la conseguita coerenza interna e la portata innovativa e ad un tempo generale, della propria disciplina. 5. Messaggi rivolti ad insegnare la scienza, cioè rivolti a persone fortemente motivate a studiare e capire quanto leggono. Qui biso gna ulteriormente distinguere 5.1. istruzione generale (scuola media, licei e simili) 5.2. insegnamento della scienza a persone che opereranno direttamente nel campo della scienza 5.3. insegnamento della scienza come stru mento operativo e concettuale per altre attivi tà (es. la chimica per i medici) 5.4. aggiornamento professionale per perso ne che già operano in un certo settore. Prescindendo da forme di comunicazione orale o audiovisiva, questi vari tipi di messag gi utilizzano fondamentalmente due veicoli editoriali: la rivista ed il libro. Il giornale scientifico, «forma letteraria propria ben distinta» della comunità interna zionale degli intellettuali scientifici fin dal XVII secolo (cfr. Feuer, L ’ intellettuale scienti fico, Zanichelli, Bologna, 1969, p. 65), so prattutto pubblicato oggi in paesi anglosasso ni (o, anche se pubblicato in Italia, scritto prevalentemente in inglese), è il veicolo prin cipale dei messaggi sul 1.1. e 1.2. I tempi di realizzazione e le modalità di dif fusione lo fanno preferire al libro. Nel campo librario esistono, nei paesi an glosassoni, pubblicazioni con funzioni analo ghe: gli « Advances» , opere collettanee in ge nere seriali, che hanno anche la funzione di aggiornamento professionale per operatori scientifici. L ’ editoria scientifica italiana (con rare ecce zioni), fra cui è almeno da ricordarsi la rivista di fisica «Il nuovo cimento», pubblicato dalla Società Italiana di Fisica, con notevoli contri buti pubblici, ed alcune riviste di matema tica), non assolve al compito di informazione scientifica nell ’ ambito della comunità interna zionale. Diverso, ovviamente, è il discorso re lativo alle pubblicazioni ad uso meramente

di Federico Enriques I libri e la lettura sono, in un certo senso, la stessa cosa; invece i libri non sono la scienza, non sono la scuola. Della scienza e della scuo la sono, se mai, un riflesso, talvolta pallido, talvolta preciso; hanno l ’ ambizione, non sem pre giustificata, di esserne i pesci pilota, più spesso ne sono le mosche cocchiere. E possibile parlare in maniera specifica di editoria scientifica e scolastica, a patto di non dimenticare che, nelle due coppie editoria- scienza ed editoria-scuola, il polo forte è il se condo. Quello che colpisce a prima vista, nella let teratura scientifica, è, dal punto di vista della sociologia della comunicazione, l ’ estrema va rietà dei media, dei destinatari, dei bisogni per i quali l ’ emittente comunica. In una tasso nomia dell ’ editoria scientifica bisognerebbe distinguere: 1. Messaggi inviati da scienziati a propri colleghi per 1.1. comunicare le proprie scoperte 1.2. affermarne la priorità, dandovi, per così dire, data certa 1.3. costituirsi titolo e benemerenze sperabil mente utili alla carriera accademica e scienti fica ed alle relazioni sociali nell ’ ambito della comunità scientifica (inviti a congressi, ecc.). 2. Messaggi inviati da scienziati o da pro fessionisti (i divulgatori) al grande pubblico per rendere note a tutti le scoperte della scien za. 3. Messaggi inviati, dall ’ interno della citta della della scienza, agli uomini colti che stan

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