Problemi della transizione 1981

L ’ editoria scientifica

concorsuale, ma qui, più che di editoria, si deve parlare di tipografia scientifica, un setto re economico il cui ciclo, talvolta turbinoso, dipende dalla date di scadenza concorsuali. Divulgazione scientifica: è divisa fra libri e riviste, con prevalenza, in Italia come in altri paesi occidentali, delle riviste: si parla, per «Le scienze» di una circolazione di 40.000 copie, proporzionalmente simile (o forse su periore) a quella della rivista madre «Scienti- fic American». Significativamente, almeno altre tre riviste di divulgazione scientifica sono nate negli ul timi anni, mentre «Sapere», una rivista scien tifica su posizioni di sinistra, non sembra at traversare la crisi — economica e di idee — di molte pubblicazioni dello stesso indirizzo ideologico. Delle riviste di divulgazione scientifica var rebbe la pena approfondire alcuni aspetti: — la provenienza straniera (in genere ameri cana) della maggior parte degli articoli — la scelta degli argomenti (da notare è ad esempio il gran numero di articoli di antropo logia e archeologia pubblicati da «Le scienze»; del resto, di questa rivista, sono si gnificative anche le scelte degli argomenti cui vengono dedicati i numeri monografici an nuali e le raccolte periodiche di articoli dei numeri precedenti: la frequenza di tali raccol te su un dato argomento misura, in un certo senso, la velocità dello sviluppo di quel ramo della scienza) — lo sforzo, in varia maniera risolto, di dare un ’ immagine, dei colori, delle tecniche grafi che espressive alla scienza moderna, talvolta, nelle pubblicazioni di tono più basso, con un occhio troppo attento alle riviste di moda o a Hollywood — il ruolo che assume, in queste riviste, la pubblicità, non tanto dal punto di vista quan titativo, quanto da quello del tipo di messag gio. Anche nell ’ ambito dei libri di divulgazione scientifica prevalgono le traduzioni. E opinio ne comune che in Italia la divulgazione scien tifica sia insufficiente; che gli scienziati italia ni non vi si dedichino per una specie di alba gia (cfr. da ultimo Regge, Crònache dell ’ Uri verso, Boringhieri, Torino, 1981, Prefazione e Palenzona, in questa rivista, n. 5, 1980, p. 70). A questo proposito può essere utile consul tare l ’ apposita «Tabella A» che si riferisce al numero dei titoli (non delle copie) pubblicati, nel 1975, in vari paesi del mondo.

La divulgazione scientifica è uno dei settori dell ’ èditoria che meno ha risentito della recen te crisi: i grandi problemi scientifici (come l ’ evoluzione, la relatività, la cosmologia) su scitano, soprattutto nei giovani, un interesse forse non del tutto estraneo alla diminuzione di interessi politici. Alcune tendenze caratteristiche, buone o cattive esse siano, che si trovano nell ’ editoria in generale sono presenti anche nella divulga zione scientifica: ad es. l ’ abbinamento di libri e trasmissioni televisive e il tentativo di far passare raccolte di articoli per libri omogenei. Un problema particolare, su cui torneremo in seguito, è quello della qualità delle tradu zioni, che si pone in maniera ben più grave ri spetto alle traduzioni letterarie. Scritti di scienziati che hanno l ’ ambizione di partecipare al dibattito culturale generale (punto 3.): questo tipo di libri (o di articoli) non a caso, in Italia, sono pubblicati sia da editori di saggistica che da editori scientifici; dato il diseguale peso, nella tradizione cultu rale e nei mass media, della cultura non scien tifica, non stupisce che siano quelli che stan no nelle altre cittadelle del sapere a determi nare la fortuna e soprattutto i tempi della for tuna di questi messaggi di scienziati: il segnale degli scienziati è debole: può essere amplifica to, o meno, soltanto dalle altre cittadelle del sapere; talvolta può rimanere foglio di carta in una bottiglia. Un corollario ovvio: la pub blicazione da parte di un editore non speciali stico assicura una più ampia circolazione a questo tipo di messaggio. Letteratura scientifica di cui parlo al punto 4.: si materializza per lo più in libri, rari, im portanti, che talvolta assolvono anche la fun zione di cui al numero precedente o funzioni didattiche. Del resto, al di là dei giudizi di merito, l ’ ambizione di E.O. Wilson, dando alle stampe la Sociobiologia, era proprio quella di scrivere un libro costitutivo di una materia di rilevante interesse scientifico gene rale. Libri didattici e di aggiornamento profes sionale: si parlerà più avanti di quelli destina ti alla scuola. Ricordiamo qui che, secondo i dati ISTAT 1979, il 58% dei libri di scienza e tecnologia pubblicati in Italia è destinato alle scuole (non annoverando fra quelli scolastici, i libri per le università). Cosicché, mentre nell ’ ambito dei libri scolastici i libri scientifici sono, in nume ro di copie prodotte, il 18% del totale, nei li bri non scolastici sono soltanto l ’ 8% del tota

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