Problemi della transizione 1982

Le prime rivoluzioni industriali: un bilancio storiografico L ’ efficiente organizzazione del convegno, sia sotto il profilo logistico sia sotto quello dello svolgimento dei lavori, che era stata predisposta dall ’ istituto di storia economica di Firenze diretto dal prof. Mori, ha, inoltre, permesso a tutti gli intervenuti di seguire le relazioni ed apprezzare gli interventi superan do con facilità gli ostacoli linguistici. Se l ’ obiettivo era dunque quello di un bilan cio storiografico degli ultimi lavori sulla rivo luzione industriale dei principali paesi europei (e degli Stati Uniti), ciò che ha creato una cer ta mancanza di univocità nell ’ impostazione delle relazioni è stato il periodo storico speci ficato: metà sec. XVIII - fine sec. XIX. In tale arco di tempo, infatti, alcuni dei paesi trattati avevano non solo completato il loro processo di industrializzazione, ma erano già passati al periodo della maturità (per usa re un concetto rostowiano), mentre altri non erano neppure arrivati al take-off. In modo particolare, è parsa assai artificiosa a molti relatori l ’ esclusione degli anni del XX secolo precedenti la prima guerra mondiale — le cui vicende fanno parte integrante dei processi originatisi nel XIX secolo. Naturalmente il rilie vo non vale né per la Gran Bretagna né per il Belgio, paesi che avevano completato il loro primo processo di industrializzazione già ver so la metà del XIX secolo, termine ad quem scelto dalle rispettive relazioni. Assai meno comprensibili, invece, le ragioni che hanno consigliato di fermare le relazioni su Spagna e Italia al 1900. In quanto segue mi soffermerò sui seguenti «problemi aperti»: i meccanismi che hanno preceduto e accompagnato il decollo indu striale; il problema del «timing» di tale decol lo; gli effetti dell ’ interazione tra paesi a diver si livelli di sviluppo; la modellistica storica. 2. Iniziamo dal tema della transizione dall ’ ambiente rurale a quello industriale. Continuità o discontinuità ? Le analisi sono state condotte prevalentemente in termini di quella categoria di «protoindustrializzazio ne» , lanciata da Mendels orsono dieci anni 2 , che si è dimostrata — come P. Mathias ha ri cordato nella sua chiara introduzione — vigo rosa e capace di molteplici sviluppi. Nel caso della Francia, della Germania, del Belgio, dell ’ Inghilterra, dei Paesi Scandinavi è stata notata l ’ esistenza di numerosi centri di namici di crescita artigianale che non solo fornirono capitali e manodopera alla successi va industrializzazione, ma imprenditori inno vativi ed operai specializzati. Tali centri era no usualmente ubicati in zone di minore ferti lità, prossime ad aree agricole sviluppate. Non appaiono ancora del tutto chiariti i mec di Vera Zamagni 1. Nel dar conto in poche pagine ad un pubblico non necessariamente di specialisti di un convegno come quello tenuto a Firenze il 22-24 ottobre scorsi su «Rivoluzione indu striale e processo di industrializzazione», mi è sembrato opportuno raggruppare intorno a pochi nodi problematici gli aspetti e i contri buti più significativi delle relazioni svolte. Non dunque un riassunto più o meno esausti vo, ma sempre pedante, delle cose dette, ma l ’ individuazione di quelle linee di ricerca che, a parere di chi scrive, meritano di essere poste in circolazione per suscitare dibattito e stimo lare al confronto delle posizioni. L ’ obiettivo che la commissione di storia dell ’ industria del Consiglio Nazionale delle Ricerche, costituita nel maggio 1978, si pre figgeva organizzando tale convegno era bene espresso dal sottotitolo del convegno stesso: «Bilancio storiografico e problemi aperti». L ’ idea rappresentava certamente qualcosa di nuovo nell ’ ambiente della storia economica italiana, e per l ’ apertura internazionale con cui era stata concepita e per l ’ eccellenza delle personalità invitate, tutte scelte fra i migliori studiosi della storia economica di ciascuno dei paesi considerati 1 .

1 Ecco l ’ elenco dei relatori: P. Ma thias (Introduzione), S.B. Saul (Gran Bretagna), P. Lebrun (Belgio), P. Cayez (Francia), D.C. North (USA), R.H. Tilly (Germania), J.F. Bergier (Svizzera), G. Mori (Italia), J. Nadal (Spagna), O. Crisp (Russia), I. Be

lization Process», in Journal of Eco nomie History, marzo 1972.

rend (Impero Austro-ungarico), K.G. Hildebrand (Paesi Scandinavi). La ta vola rotonda conclusiva è stata pre sieduta da D.S. Landes. 2 M endels F., «Protoindustrializa- tion: thè First Phase of thè Industria-

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