Problemi della transizione 1982
I rapporti Europa-USA
Cominciamo guardando uno per uno i sette grani principali che costituiscono il rosario dell ’ ansia dei commentatori più noti. In se guito tentiamo di estrarre dalla loro visione della situazione attua le delle tendenze di fondo, delle linee interpretative analitiche, usando il loro linguaggio ma rendendolo più accessibile. Infine tentiamo di offrire un linguaggio alternativo; una lettura diversa dei rapporti politici ed economici attuali fra Europa e Stati Uniti dopo i vertici di Versailles e Bonn, e quindi proponiamo una serie alternativa di problemi prioritari per l ’ Alleanza atlantica e i suoi cittadini. Esiste un largo consenso fra i commentatori che il potere dell ’ Unione Sovietica ha raggiunto nuovi livelli di efficacia e di penetrazione a livello mondiale. Per la prima volta — si dice — l ’ Unione Sovietica costituisce realmente una potenza globale. Con nuove armi, con nuove tecnologie, con la nuova capacità di intervento su larga scala, l ’ Unione Sovietica attualmente potrebbe svolgere un ruolo interventista in qualunque parte del mondo. Accoppiato a queste capacità geopolitiche sarebbe un nuovo av venturismo/opportunismo; una capacità, una volontà di sfruttare per il proprio vantaggio qualunque occasione per fare sentire il peso della presenza sovietica nel mondo. Esisterebbe inoltre una volontà, una precisa volontà politica di creare tali occasioni, met tendo quindi il sistema occidentale sulla difensiva, condizionando sempre di più le priorità che avrebbe davanti questo stesso sistema occidentale e le sue questioni politiche di fondo. Allo stesso tempo nessuno tenta di negare le debolezze interne dell ’ Unione Sovietica; i suoi notissimi problemi di leadership, di forza economica, di consenso interno, ma precisamente da queste tensioni, da questa dialettica fra le debolezze interne e fra la po tenzialità di intervento esterno, precisamente da queste tensioni nascerebbero gli impulsi più pericolosi, più imprevedibili che po trebbero alimentare l ’ avventurismo sovietico negli anni a venire. Su queste questioni talmente vasta è la quantità di commenti e di speculazioni che diventa un problema autentico trovare un li vello più profondo, più suggestivo di analisi. Tuttavia, la novità della situazione consisterebbe nella scoperta che esistono delle di vergenze ormai profonde fra la maggioranza delle opinioni ameri cane da una parte e la maggioranza di quelle europee dall ’ altra sulla natura precisa della cosiddetta minaccia sovietica: la minac cia, cioè, è di natura prevalentemente militare, oppure prevalen temente politica? L ’ URSS è un paese anormale, sul piano storico, condizionato da impulsi paranoici, espansionistici imprevedibili, impulsi condizionati da una forte ideologizzazione di marca clas sica? Oppure l ’ URSS è un paese che continua una tradizione geo politica dell ’ epoca imperiale? Una nazione quindi cauta, ma ag gressiva, superbamente opportunista, superbamente nazionalista? Sono questi i due poli di riferimento nel confronto permanente sulle intenzioni sovietiche, sulla natura del sistema sovietico e sul momento in cui l ’ indiscussa supremazia sovietica in certi settori strategici comincia a trasformarsi in un mezzo di pressione politi ca 2 . E a questo punto che il dibattito sugli armamenti assume tut to il suo significato.
Il dibattito in corso
1. L ’ URSS
3
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