Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
L ’ essenza del problema strategico è vista in questi termini dai commentatori professionali: «L ’ equilibrio delle forze in Europa continuerà a favorire l ’ Unio ne Sovietica per la maggiore parte degli anni ’ 80. Data la parità globale a livello strategico centrale, la crescente superiorità sovieti ca in Europa — sia in termini di forze convenzionali che nelle for ze nucleari di teatro — tenderà a indebolire ulteriormente la credi bilità della strategia della NATO di “ risposta flessibile ” . In essen za, i membri europei della NATO si troveranno intrappolati in una contraddizione strategica per la quale: 1 ) la loro inferiorità continuata sul piano convenzionale li ren derà sempre più vulnerabili ad un attacco sovietico di sorpresa me diante le forze convenzionali; come risultato gli europei divente ranno sempre più dipendenti dall ’ uso primario in breve tempo delle armi nucleari. 2) Intanto, allo stesso tempo, la nuova superiorità sovietica sul piano delle forze nucleari di teatro, insieme alla parità a livello strategico, avrà l ’ effetto di neutralizzare qualunque tentativo da parte della NATO di portare il conflitto a livello nucleare» 2 3 . Esiste un consenso — non comunque totale — che i noti missili SS2O sovietici costituiscono una novità di grosso significato nel campo strategico europeo. Per la loro mobilità, per la loro flessibi lità, per la loro quantità — già installata — questi missili rappre senterebbero una minaccia diretta a cui, come indicato dalle paro le citate del francese Lellouche, «gli europei non hanno una rispo sta pronta» e, comunque, essi si trovano senza un sistema missili stico in terra capace di colpire l ’ Unione Sovietica direttamente dall ’ Europa occidentale. Tuttavia esistono delle qualificazioni a questa visione dramma tica della nuova minaccia sovietica; lo stesso Schmidt insiste che mentre la novità dell ’ SS20 non può essere negata, la dimensione di questa novità non deve essere esagerata 4 . Altri commentatori americani, in particolare l ’ ex consigliere di Kennedy per la Difesa Bundy, chiedono addirittura se i sovietici non avevano sempre avuto dei missili strategici capaci di colpire l ’ Europa occidentale: un missile indirizzato verso gli Stati Uniti non può essere indirizzato, con un minimo di aggiustamento tec nico, verso l ’ Europa occidentale? E un tentativo di sminuire la preoccupazione per le novità sovietiche 5 . Mentre le cifre sui vari sistemi strategici continuano a volare in ogni parte dell ’ Europa e degli Stati Uniti, rendendo estremamen te difficile il commento di qualunque osservatore non qualificato, non esistono dubbi fra i nostri commentatori che quello che conta non è la parità approssimativa che può esistere attualmente fra le due superpotenze, ma le tendenze di medio e lungo termine dei due sistemi strategici. E perciò che l ’ amministrazione Reagan insi ste che la NATO deve ricuperare il terreno «perduto» negli anni della distensione sul piano delle spese per gli armamenti, e deve raggiungere, se non addirittura superare, il ritmo di aumento de
2. Controllo degli armamenti
2 Cfr. in particolare gli articoli di JOF fe , Q uester , H yland , N erlich , H offmann , A rt . 3 L ellouche , pp. 815-16. 4 S chmidt , p. 747. 5 Thè Guardian Weekly , 1/11/81.
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