Problemi della transizione 1982

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

sensazione della presenza di priorità, di elenchi di priorità diver genti sulle diverse sponde dell ’ Atlantico: da parte degli Stati Uni ti la difesa, da parte europea la gestione a qualunque costo della pace; in America il restauro della potenza economica a prezzo dell ’ austerità, in Europa il mantenimento del commercio con l ’ Unione Sovietica a tutti i costi; in America la ripresa produttiva e la riconversione industriale, in Europa la difesa del welfare state\ in America il ripristino della leadership nazionale e l ’ autoconfi denza, confidenza in se stessi, in Europa l ’ improvvisazione, l ’ in trospezione, l ’ interesse immediato, di breve termine. Espresso in questo modo, diventa chiaro e comprensibile il tono spesso aspro che ha questo dibattito; diventano comprensibili titoli giornalisti ci tipo: «Why thè U.S. feels misunderstood»; «Why Europeans don ’ t trust America» eccetera. Dove le opinioni pubbliche incidono di più sulle priorità delle classi dirigenti, non sono le questioni strategiche degli armamen ti, neppure queste questioni di zone tipo il Medio Oriente, sono invece le questioni economiche che vedono i contrasti più aspri tra Europei e Americani attualmente. In generale il dibattito in corso tende a mostrare una disponibi lità preoccupante a separare i fattori economici dagli sviluppi geo politici e strategici. Forse gli esperti dei sistemi missilistici non so no in grado di capire i problemi monetari; può darsi che le scienze politiche tendano a separare questi due campi per rendere più ge stibile e più aperta ad un ’ analisi sistematica la realtà che si trovano davanti. Comunque, i contrasti più cruciali sono noti: lo scontro sui tassi d ’ interesse, la concorrenza commerciale, la lotta per il controllo sul sistema monetario nel suo insieme. E noto che il si stema americano, nonostante i suoi problemi, ha retto meglio di quello europeo agli shock degli anni ’ 70. Eppure è precisamente in questo campo che il cambiamento dei rapporti di forza tra l ’ Eu ropa nel suo insieme e gli Stati Uniti è più evidente. I prodotti lordi delle due zone sono ormai paragonabili l ’ uno all ’ altro. In realtà, la tendenza è al rinforzamento dell ’ economia europea e all ’ indebolimento di quella americana. Mentre i com mentatori notano l ’ interdipendenza in tante sue forme, soprat tutto per quanto riguarda il ruolo del dollaro, per quanto riguarda il confronto commerciale, la concorrenza tende ad aumentare; il protezionismo europeo nei confronti del resto del mondo è molto risentito negli Stati Uniti; i leaders politici europei insistono che il benessere del sistema americano è nel loro interesse. Ma allo stesso tempo sembrano riluttanti ad accettare il prezzo per il ripristino dell ’ egemonia economica americana. E stato Robert Tucker, par lando a Bologna, a mettere in rilievo come lo stesso Schmidt, che protesta con gli altri contro gli alti tassi di interesse americani di oggi, era cancelliere nel ’ 78 e lamentava il declino economico americano e l ’ indebolimento del dollaro, simbolo — secondo lo Schmidt di allora — del declino della civiltà americana nel suo in sieme 17 .

6. Le tendenze economiche

17 Discorso di Tucker al Bologna Center, Johns Hopkins University, 15/10/81.

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