Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
zionalità come responsabilità etica di chi opera nel mondo sapen dosi nell ’ universo infinito. Una sistematica razionale', l ’ infinita ri cerca delle leggi della ragione nel continuo reagire di ragione ed esperienza, storia e cultura. In questo quadro, per concludere, ancora due osservazioni sono necessarie: — l ’ uomo copernicano non coincide né con una figura né con una definizione né con quella categoria che comunemente va sot to il nome di intellettuali. Certo sono copernicani i grandi autori della formazione banfiana sui quali egli continuamente ritornò nelle opere e nelle lezioni: Galileo, Spinoza, Kant, Hegel, Marx e per l ’ uomo copernicano hanno lavorato Nietzsche, Simmel, Hus serl — ciascuno entro i propri limiti storici, ciascuno secondo il profilo della propria figura, reale e ideale. Il protagonista forse più drammatico, sul quale Banfi non si decise a scrivere un libro, fu certamente Spinoza. La sua solitudine, che ha qualcosa di eroi co, la sua rinuncia al trascendente, la sua tormentata serenità. An che, forse soprattutto, in Spinoza Banfi legge e rivive se stesso: V amor vitae, la ricerca di una confluenza fra vita e ragione, l ’ esi genza di comprendere la realtà nel suo intero pur nel delirio dei tempi, il senso netto che la ragione, la verità non è la realtà, e uno stile di vita, «riservato e raccolto», incurante dei propri libri e della propria fama, punto di riferimento sicuro per una vasta cerchia di amici ai quali molto teneva 18 . Spinoza, una figura nella quale i te mi banfiani dell ’ eroismo e della serenità, qui anche della rinun cia, si mantengono tutti e sempre pienamente positivi. — Banfi si guarda bene dal dire quale sarà l ’ uomo copernicano di domani. Il filosofo non dà ricette. Negli anni ’ 50 l ’ immagine che egli proponeva dell ’ uomo copernicano scaturiva, lo abbiamo già rapidamente accennato, dall ’ incontro e dalla continuità tra il razionalismo critico e il marxismo. Come Sartre, ma per ben altri motivi, egli ritiene il marxismo la coscienza del mondo contempo raneo, una concezione della storia, ideologia, nella quale si ritrova e alla quale può partecipare tutta l ’ umanità. Ma Banfi si guarda bene dall ’ ^atotam il suo razionalismo critico che rimane lo stru mento metodico di analisi razionale e quindi garanzia della re sponsabilità etica dell ’ uomo — l ’ uno e l ’ altra contro il dogmatiz zarsi o il farsi violenza dell ’ ideologia. Anche qui, per chiarire, mi sembra utile citare Papi che su questo punto ricorda e non correg ge il Banfi del ’ 22: «La funzione dell ’ intellettuale (ma qui si deve intendere il futuro uomo copernicano') si riconosce in uno sforzo costante per costringere l ’ ideologia marxista ad una “ coscienza quanto più vasta ed imparziale è possibile della struttura e dei problemi sociali, costringerlo a definirsi in essi teoricamente e pra ticamente, e suscitare in sé nuovi sviluppi, a valere cioè non come utopia ma come una realtà storica ” » 19 . Un punto fermo nella sto ria dell ’ evoluzione banfiana. Se questo è vero, io non posso non interrogarmi sul senso oggi
cit., p. 88, che cita il saggio Gli intel lettuali, cit., p. 42 («costringer/o»: lo = il comuniSmo, nel testo).
18 Spinoza e il suo tempo. Firenze, Vallecchi, 1969- Chi scrive porta la re sponsabilità di aver così «restituito» un libro, forse indipendentemente dalla volontà dell ’ autore. 19 La politica nel pensiero di A.B.,
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