Problemi della transizione 1982

Giovani lontano. Da dove?

ad esempio, al saggio di David Robbins) a quello più strettamente sociologico (i punti di riferi mento coprono un arco che va da Luhmann a Bourdieu), da quello psicologico (documentato nel volume Identità imperfette scritto per II Mu lino da un gruppo di psicologi sociali bolognesi) a quello sociopsicoanalitico (le notissime inter pretazioni di Lasch); b) diversità nel metodo di analisi indipendentemente dall ’ ambito discipli nare scelto, dalle storie di vita all ’ osservazione diretta, dalla indagine con questionario alle in terviste «in profondità», dalla ricerca basata sulla produzione culturale minore, sull ’ analisi dei mass media alla riflessione «teorica generale» senza specifici riferimenti a ricerche empiriche; c) diversità nell ’ aggregato «giovani» tenuto pre sente: in alcuni casi si parla di studenti delle scuole superiori, in altri di giovani operai di grandi città, spesso si parla di «giovani» senza specificare avendo però in mente giovani ma schi, studenti di classe media, di grandi centri urbani ecc.; d) diversità nella stessa definizione di «giovane». Il problema è sintetizzabile in que sti interrogativi: è sufficiente definire «una certa età» per parlare di «giovane»? E quale è questa certa età? Gli economisti sembrano non avere problemi; quando parlano di disoccupazione «giovanile» si riferiscono ad una età convenzio nale tra i 14 e i 25 anni e poiché le statistiche in ternazionali sono sotto questo aspetto abbastan za omogenee il problema non viene affrontato; per gli psicologi invece i problemi sono più com plessi in quanto l ’ essere «giovane» si interseca con termini come quello di «adolescente» e di «identità» (una rassegna di queste diverse posi zioni è nel libro Identità imperfette prima ricor dato); per i sociologi c ’ è poi una specie di tacito accordo nel considerare come punto di partenza per «l ’ essere giovane» la fine della scuola dell'ob bligo ma i problemi sorgono quando si deve de finire l ’ altro punto di riferimento (si va infatti da ricercatori che, senza problemi, accettano la clas sificazione proposta dagli economisti a sociologi che considerano «giovane» chi non ha ancora una completa stabilità lavorativa, abitativa e affettiva per cui, ad esempio, per Mauger i «giovani» esa minati hanno terminato gli studi ma non sono ancora sposati). Fatta questa prima ricognizione di diversità si

di Vittorio Capecchi In questo numero di «Problemi della Transi zione» sono raccolti i contributi sul tema «giova ni» presentati al convegno organizzato a Bologna dall ’ istituto Gramsci emiliano lo scorso novem bre e la quantità delle ricerche presentate e uti lizzate ribadisce il successo che questa tematica sta attualmente avendo in Italia 1 . Questo successo si accompagna però ad una sensazione di «disagio interpretativo» a cui non sfuggono i saggi qui riportati. Se infatti si leggo no tutti questi interventi uno dopo l ’ altro si av verte come sotto questa etichetta «giovani» vi sia no schemi interpretativi solo apparentemente in tegrabili per cui al termine della lettura quella che si delinea è una immagine di sfuggente mag- maticità. Proposito di questa breve riflessione introdut tiva è quello di cercare una interpretazione sia del successo di questa tematica sia del disagio in terpretativo che i contributi su questa tematica finiscono con l ’ esprimere una volta valutati nel loro complesso. Come prima operazione cominciamo con l ’ elencare le diversità tra saggi che, come questi, sono uniti dalla magica parola «giovani»: a) di versità nell ’ approccio disciplinare: si passa da quello storico (ad esempio il libro di Gillis, Igio vani e la storia, recentemente tradotto e molto citato) a quello economico (tutti gli studi su «giovani e mercato del lavoro»), da quello so cioantropologico (le ricerche del Center for Con- temporary Studies di Birmingham sottostanti,

1 I convegni pubblici sul tema «giova ni» sono iniziati recentemente per ini ziativa della rivista «Inchiesta» e del Centro documentazione giovani di Mi lano (si veda il numero speciale di «In chiesta» Giovani, una vecchia storia, n. 54, 1981). Da questi primi convegni è

risultato che vi sono in Italia più di cento ricerche (tra piccole e grandi) con tema «giovani».

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