Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
potrebbe iniziare a spiegare il «disagio interpre tativo» facendo riferimento (per usare un termi ne alla moda) ai due livelli di «maggiore com plessità» che caratterizzano le società industria lizzate in cui viviamo: a) livello di maggiore complessità nella struttura sociale (per l ’ articola zione degli aggregati sociali e stili di vita dei sog getti, per la crescente articolazione e differenzia zione delle istituzioni e delle sedi di conflitto e di scambio, per la differenziazione dell ’ apparato produttivo investito dalla cosiddetta «seconda ri voluzione industriale» ecc.); b) un livello di maggiore complessità nei centri di ricerca e di elaborazione culturale e politica (per il moltipli carsi delle discipline «specialistiche» anche nelle scienze economiche e sociali, per l ’ aumento del la produzione culturale dovuto all ’ espansione dei ricercatori ed operatori brulicanti nelle diver se sedi dell ’ industria culturale ecc.). In altri termini, una spiegazione di questo di sagio interpretativo riferito alla tematica «giova ni» potrebbe essere così formulato: siamo di fronte ad una società sempre più complessa e con una produzione culturale sempre più differen ziata; il tema «giovani» è un tema che attraversa i principali problemi sociali e discipline relative. Perché stupirsi se l ’ aumento di questa duplice complessità fa sì che la lettura di saggi diversi su i «giovani» dia l ’ impressione di un certo disagio interpretativo? Questa interpretazione «sembra» convincente (è difficile non concordare sul fatto che l ’ attuale società industriale è più «complessa» nelle due direzioni indicate di quanto non lo fosse, ad esempio, la società della fine Ottocento), ma ha un punto molto debole. E la sua debolezza è nell ’ assumere che un «disagio» interpretativo possa essere semplicemente il prodotto di un'au mentata complessità. In questa interpretazione infatti c ’ è come l ’ idea che «prima» (all ’ epoca delle prime analisi marxiste) c ’ erano interpreta zioni più convincenti anche sui giovani perché la società era più semplice mentre oggi no. Ma è proprio così? E proprio vero che «prima» le spie gazioni sui «giovani» erano più convincenti? Ed il passaggio dai modelli interpretativi dagli inizi della società industriale alla situazione attuale è solo un passaggio da una minore ad una maggio re complessità? Si può ragionevolmente afferma re che i modelli interpretativi della realtà sociale 2 M. PACI, Struttura di classe e com plessità sociale. «Inchiesta», n. 54, 1981. 3 A. PESCE, Il quadrante e alcune lan cette di un singolare orologio storico. «Inchiesta», n. 56, 1982.
«prima» erano completi ed oggi lo sono molto meno perché la complessità è aumentata? Questi interrogativi mi sembrano molto rile vanti ed una prima risposta è iniziata recente mente in un dibattito sulla rivista «Inchiesta» aperto da un intervento di Paci 2 sulla crisi del paradigma economicistico all ’ interno della ricer ca sociologica italiana e quello di A. Pesce che sottolinea l ’ importanza esplicativa delle coppie opposizionali, interpretando la crisi all ’ interno della ricerca sociale non come dovuta ad una maggiore complessità (della struttura sociale e della produzione culturale) ma come crisi di un «vecchio» modello interpretativo: quello econo micistico che si è affermato attraverso un proces so di esclusione della «soggettività» e della di mensione «donna» 3 . In base a queste prime riflessioni le caratteri stiche più generali di questo modello economici stico possono essere facilmente individuate sia identificando i suoi elementi «positivi» sia, so prattutto, vedendone le «esclusioni»: a) per quanto riguarda la sua proposta in «po sitivo» si tratta di un modello interpretativo che afferma l ’ assoluta priorità nell ’ analisi sociale dell ’ esame delle variabili economiche in senso stretto. Le tendenze di una società nel suo com plesso sono così spiegate facendo riferimento in modo quasi esclusivo ai mutamenti strutturali del sistema produttivo e della tecnologia, alle ca ratteristiche della divisione e del mercato del la voro, alle dinamiche connesse alle variabili di cui è possibile avere una immediata traccia moneta ria (investimenti, consumi, spesa pubblica, bi lancia pagamenti ecc.). b) In termini «negativi» questo modello com pie tre principali esclusioni: a) di fronte alla cop pia produzione/riproduzione privilegia in modo esclusivo il mondo della produzione (viene così ad essere trascurata l ’ analisi della famiglia, dei mutamenti demografici, dei mutamenti nei cicli di vita ecc.); b) rispetto alla coppia struttu ra/soggettività privilegia tutti gli elementi strut turali in base ad una ritenuta superiorità dei dati «oggettivi» (si ha così, ad esempio, che una te matica come la «classe sociale» viene impoverita all ’ indicatore «professione del padre»); c) rispet to alla coppia uomo/donna privilegia, sotto un ’ apparente analisi asessuale, una interpreta zione rigidamente maschile delle dinamiche so
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