Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
— a ricercare una spiegazione al di là delle risor se umane. Più che di insensibilità si potrebbe parlare di inadeguatezza dei problemi esisten ziali per una condizione giovanile ancora troppo centrata — per necessità — sui problemi di rea lizzazione personale e sociale. L ’ esigenza e l ’ in soddisfazione in questo ambito porta i giovani a non porsi problemi di natura diversa o a conside rarli in seconda istanza. Lo stesso contesto culturale carente di grandi prospettive contribuisce a determinare una con dizione giovanile più centrata sui problemi per sonali e sociali che non su quelli esistenziali. 9. Autonomia comunitaria nell ’ elabora zione dei valori In un contesto di caduta delle speranze collet tive e dei progetti umani (sia relativi al progresso tecnico e scientifico che al cambio della società) i giovani vedono attenuarsi le fonti esterne positi ve di riferimento e sono costretti a elaborare va lori e significati all'interno della loro esperienza e condizione. Tale ricerca in autonomia viene accresciuta dal fatto che la dinamica tra le generazioni sembra oggi attraversata da profonda crisi, nel senso che i giovani sono al centro di una socializzazione as sai diversa da quella che ha caratterizzato il mo mento giovanile degli adulti, e dal momento che tra gli adulti e i giovani si osserva una profonda differenza sugli aspetti più importanti della vita e dell ’ organizzazione sociale. Tale diversità è ri scontrabile in particolare all ’ interno della fami glia, la cui riconsiderazione da parte dei giovani avviene soprattutto a livello affettivo, senza inte ressare la condivisione delle convinzioni politi che, ideologiche, di organizzazione di vita fami liare, di interpretazione dei ruoli. La famiglia, in altri termini, viene riconsiderata dal giovane per la funzione economica e affettiva che svolge in un contesto in cui è difficile e problematico rag giungere una certa qual stabilità di vita. Il giova ne assume quindi dalla famiglia quegli aspetti che più sono funzionali alla sua esistenza, senza per questo identificarsi con le mete socio culturali in cui i genitori si riconoscono. Queste mete invece il giovane le interiorizza e le deter mina all ’ interno per lo più del gruppo dei pari, in un ’ elaborazione e in una pratica comunitaria la cui autonomia è ovviamente relativa, dal mo mento che ad essa non è estranea una certa qual «manipolazione diretta e volontaria da parte del
istanze della vita quotidiana. Si verificherebbe pertanto una piccola rivoluzione della vita quoti diana, propria di soggetti che ricercano significa ti soprattutto là dove essi hanno possibilità di determinare la propria esistenza. In luogo di privilegiare momenti forti del- Fesperienza, in luogo di dividere la storia per sonale in tempi eccitanti e in tempi morti, i gio vani tendono a vivificare in modo costante la vita quotidiana, a privilegiare una continuità di esperienze e di significato da realizzare a scapito di momenti e di mete privilegiate ritenute vellei- terie e irrealizzabili. Si determina così una ten sione costante ma di basso livello, che se da un lato risulta alla portata dei giovani e in grado di dare significato alla loro esistenza, dall ’ altro lato appare carente di quei momenti forti e di quelle tensioni ideali ritenute socialmente significative. Si spiega così come i giovani più che tendere ad un inserimento sociale molto coinvolgente (at traverso il lavoro, ad esempio), più che operare scelte nel campo della partecipazione sociale e politica, più che vivere dimensioni quali quella della sessualità come punto di arrivo di un pro cesso di crescita personale, tendono ad una rea lizzazione attraverso gli spazi interpersonali, all ’ attenzione alla relazione, a soddisfare esigen ze personali, a sperimentare rapporti e pratiche di vita per ottenere attraverso queste dinamiche una risposta al problema dell ’ appartenenza so ciale e dell ’ identità personale. 1 giovani oggi sono più attenti alle loro esi genze di realizzazione e di identità sociale che non ai problemi e alle istanze esistenziali. Gli in terrogativi dei giovani infatti non sono tanto ri volti su quesiti fondamentali della vita, sul senso dell ’ esistenza, sui problemi della penuria dei be ni e della disuguaglianza nella loro distribuzio ne, sul problema del male e dell ’ ingiustizia... quanto sui problemi relativi al proprio inseri mento sociale, alla propria autonomia di vita, al la realizzazione personale (nei vari campi, affet tivo, relazionale, professionale, scolastico, fami liare, nel gruppo dei pari). Con ciò non si vuole accusare i giovani di in sensibilità nei confronti dei grandi temi della vi ta umana, dei grandi problemi che da sempre angustiano l ’ uomo e lo portano — in alcuni casi 8. Attenzione ai valori sociali più che ai valori esistenziali
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